venerdì 15 settembre 2017

La mia opposizione al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Il 13.09.2017, sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni/opposizioni. in qualità di cittadino e di consigliere comunale in carica, ho ritenuto di presentare la mia formale opposizione.

Poichè le osservazioni, continuano a essere aggiornate, questo è il link su cui si possono trovare tutti i documenti presentati e depositati al ministero dell'Ambiente.


Questo il mio documento, trasmesso il 12.09.2017 via @pec e registrato al protocollo il 13.09.2017:







venerdì 18 agosto 2017

Sulla pedonalizzazione tratto via Roma in Cagliari

Sulla vicenda chiusura al traffico veicolare a Cagliari, tratto via Roma, in questi giorni afosi, circolano barzellette, eccezionali fotomontaggi, vignette, persino dirette video sui social.

Sono andato a cercarmi gli atti amministrativi :

Sul sito: http://www.comune.cagliari.it/portale/viabilita/at16_notizie_dett?contentId=NWS198877 si rinviene una sintesi dell'ordinanza con la viabilità alternativa.

Si ordina:
L'istituzione, ai sensi degli articoli 3 e 7 del D.Lgs. 30/04/1992 n. 285 e secondo quanto indicato nella Deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017, della pedonalizzazione totale, temporanea e sperimentale della Via Roma, carreggiata lato portici, nel tratto compreso tra la Via Lepanto e il Largo Carlo Felice, nel periodo dal 11 agosto 2017 fino al 17 settembre 2017, tutti i giorni della settimana, nella fascia oraria 0 – 24;

Attenzione,  la delibera della GIUNTA COMUNALE n. 78/2017 del 15.05.2017 ha per
Oggetto: Indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali. In pratica, ha un altro oggetto ed è finalizzata ad altri obbiettivi, i cui contenuti ineriscono tutt’altra materia;

Solo in data 07/08/2017, è stata adottata dalla GIUNTA COMUNALE la Deliberazione n. 119/2017 - avente per Oggetto: Istituzione pedonalizzazione temporanea sperimentale della via Roma periodo 11 agosto - 17 settembre 2017 -
omissis…
Con tale atto, viene richiamata la n. 78/2017 del 15.05.2017, ma, parrebbe, esclusivamente per gli aspetti regolamentari in materia acustica.
 
- richiamata la deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017 del 15.05.2017 con la quale sono stati approvati gli indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali, che prevedono il rispetto delle disposizioni regolamentari in materia acustica;
omissis…

La suddetta delibera n. 119/2017, da atto, che il proponente, intende partecipare alla settimana europea della mobilità sostenibile, edizione 2017, che si terrà dal 16 al 22 settembre…
 
il periodo scelto per la pedonalizzazione coincide con la settimana europea della mobilità sostenibile, edizione 2017, che si terrà dal 16 al 22 settembre, alla quale il Comune parteciperà anche con la chiusura al traffico della via Roma;
 
(NdR) in ordine alla partecipazione alla manifestazione, è iscritta la Città Metropolitana di Cagliari www.mobilityweek.eu/2017-participants/?year=2017&ci=8aL97Zss

la prima ordinanza, poi seguita da diverse integrazioni e rettifiche è la seguente:
ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 1990 DEL 09/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA DI VIABILITA' ISTITUZIONE PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…

Però,  poi… il giorno dopo, si interviene a rettificare la precedente ordinanza, inserendo quanto indicato nella Deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017, che tuttavia non ha come oggetto ne dispositivo la “Istituzione PEDONALIZZAZIONE totale, temporanea e sperimentale della Via Roma, carreggiata lato portici, nel tratto compreso tra la Via Lepanto e il Largo Carlo Felice, nel periodo dal 11 agosto 2017 fino al 17 settembre 2017, tutti i giorni della settimana, nella fascia oraria 0 – 24:” - ma  - “Indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali”.
eccola:

ORDINANZA DIRIGENZIALE 2015 DEL 10/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA DI VIABILITA' ISTITUZIONE PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
ORDINA
ad integrazione e rettifica (le rettifiche ed integrazioni sono indicati in grassetto) dell'Ordinanza Dirigenziale n. 1990/2017 del 9/8/2017, di cui si riporta il testo completo, nel periodo dal 11 agosto 2017 e fino al 17 settembre 2017:
· L'istituzione, ai sensi degli articoli 3 e 7 del D.Lgs. 30/04/1992 n. 285 e secondo quanto indicato nella Deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017, della PEDONALIZZAZIONE totale, temporanea e sperimentale della Via Roma, carreggiata lato portici, nel tratto compreso tra la Via Lepanto e il Largo Carlo Felice, nel periodo dal 11 agosto 2017 fino al 17 settembre 2017, tutti i giorni della settimana, nella fascia oraria 0 – 24:
- di stabilire il divieto della circolazione e della sosta di tutte le categorie di veicoli, con l'esclusione di quelli in servizio di emergenza, i velocipedi (biciclette) ed i veicoli al servizi dei disabili o invalidi;
di riservare le ulteriori aree di sosta per i residenti del quartiere Marina ubicati nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita;
- di consentire nel tratto compreso tra la Piazza Amendola e la Via Lepanto il transito dei veicoli dei residenti nella ZTL quartiere Marina, o per accedere alla via Lepanto e per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati, per gli operatori commerciali e loro fornitori, per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta.
Altresì si ordina:
- l'istituzione del SENSO UNICO di circolazione nella Via Camillo Benso Conte di Cavour, nel tratto compreso tra la Via S. Eulalia e la Via Porcile nella medesima direzione;
la revoca, nella Via Porcile della direzione obbligatoria a destra nella Via Roma.
· L'istituzione delle seguenti variazioni alla viabilità esistente e direzioni obbligatorie:
- Viale Bonaria: direzione obbligatoria di svolta a destra in direzione Viale Regina Margherita;
- Via XX Settembre: svolta obbligatoria a destra in direzione Viale Regina Margherita eccetto direzione Via Roma corsia preferenziale per gli autobus del CTM, via Roma lato portici per i veicoli dei residenti nella ZTL del quartiere Marina, per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati e gli operatori commerciali e loro fornitori, per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta;
- Viale Diaz: svolta obbligatoria a destra in direzione Viale Regina Margherita eccetto direzione vai diritto in Via Roma corsia preferenziale per gli autobus del CTM, direzione vai diritto Via Roma lato portici per i veicoli dei residenti nella ZTL del quartiere Marina, per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati e gli operatori commerciali e loro fornitori, per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta;
- di consentire nel tratto compreso tra la Piazza Amendola e la Via Lepanto il transito dei ciclomotori e motocicli, di cui all'art. 3 del CdS, per accedere aalle zone di sosta riservati a queste categorie di veicoli ubicate in prossimità della Piazza Anselmo Contu e della via Lepanto, mentre sarà vietato l'accesso ai quadricili a motore;
- Via Roma – Largo Carlo Felice: direzione obbligatoria vai diritto verso Via Molo S. Agostino, svolta a destra in direzione Via Roma lato Municipio e divieto di svolta a sinistra in direzione Via Roma lato portici e in direzione Viale New York – 11 settembre 2001;
- Traversa I^ La Playa: direzione obbligatoria a sinistra in direzione Via Molo S. Agostino;
- Viale Regina Margherita: Divieto di sosta, lato INPS, 0 - 24 con rimozione forzata nel tratto da Piazza Deffenu per i successivi 100 m, con la soppressione temporanea dei parcheggi presenti nel tratto considerato;
- Via del Mercato Vecchio: svolta obbligatoria a sinistra in direzione Via Baylle;
AD INTEGRAZIONE:
- Viale Regina Margherita: Direzione obbligatoria vai diritto in direzione Viale Diaz, eccetto svolta a destra in direzione Via Roma lato portici per i veicoli dei residenti nella ZTL del quartiere Marina, per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati, per gli operatori commerciali e loro fornitori,
per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta;
La segnaletica in attuazione della presente Ordinanza sarà posta in opera a cura e spese di:
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI – SEDE
 
A questo punto sorge un po' di confusione, è il numero della delibera della Giunta che viene citato e richiamato che non va bene, oppure  è sbagliato l’oggetto, oppure entrambi?

Ed ancora… si interviene il giorno dopo del giorno dopo…
 
ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2026 DEL 11/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA DI VIABILITA' ISTITUZIONE PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017 e n. 2015/2017 del 10/08/2017;
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis …
 
Ed ancora…. altre 3 singole distinte ordinanze emanate nello stesso giorno…
 
1) ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2028 DEL 16/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: INTEGRAZIONE ORDINANZA ISTITUZIONE SENSO UNICO IN SEGUITO ALLA PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017, n. 2015/2017 del 10/08/2017 e n. 2026/2017 del 11/08/2017;
CONSIDERATO che occorre consentire ai veicoli in transito nel primo tratto della Via Sardegna di poter uscire dal quartiere della Marina senza dover necessariamente percorrere un lungo tratto della Via Sardegna fino alla Via Lepanto;
ATTESO che con l'inversione del senso di marcia del tratto della Via Baylle compreso tra la Via Sardegna e la Via Mercato Vecchio si consente ai veicoli in transito nel primo tratto della Via Sardegna di poter raggiungere il Largo Carlo Felice dopo aver percorso la Via Baylle e la Via Dettori;
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…
 
2) ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2030 DEL 16/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI - VIA PIRASTU E VIA CAMPIDANO - PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017, n. 2015/2017 del 10/08/2017, n. 2026/2017 del 11/08/2017 e n. 2028 del 16/08/2017;
CONSIDERATO che occorre modificare la viabilità nella zona al contorno della Via Roma al fine di favorire le manovre in direzione Viale New York 11 settembre 2001 (Via Roma lato mare);
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…
e poi…
 
3) ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2031 DEL 16/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO:  ORDINANZA PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI - PIAZZA DEFFENU - PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017, n. 2015/2017 del 10/08/2017, n. 2026/2017 del 11/08/2017, n. 2028 del 16/08/2017 e n. 2030 del 16/08/2017;
CONSIDERATO che per garantire la sicurezza durante le manovre di attraversamento dell'incrocio i veicoli in manovra di svolta a destra nella Piazza Deffenu in direzione Piazza Amendola è prudente che osservino il segnale di dare precedenza ai veicoli provenienti dalla corsia riservata ai bus e taxi e ai veicoli provenienti dalla Via Roma lato portici;
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…
 
C’è un passaggio che verosimilmente potrebbe viziare l’intera procedura?

Mi sbilancio per il si!
 
Tutte le ordinanze successive alla n. 2015 DEL 10/08/2017, la quale ha rettificato la n. 1190 del 09/08/2017 (si leggano le parti in neretto), non intervengono in nessun punto a modificare l’errato presupposto dell’atto citato, ne correggono il numero, ne tantomeno l’oggetto.
 
Ne consegue che la n.1190, per effetto della successiva rettifica, richiama come presupposto obbligatorio essenziale, una delibera sbagliata, ovvero un atto distinto e diverso, poiché tratta di “ Indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali” e non, come invece necessita obbligatoriamente, di un atto che attesti la volontà dell’organo esecutivo, sulla “Istituzione pedonalizzazione temporanea sperimentale della via Roma periodo 11 agosto - 17 settembre 2017 “
 
Mi incuriosisce capire se a Cagliari, c’è qualcuno che ha un interesse concreto a contestare la procedura, ovvero, se tutto verrà corretto e sanato tra un tuffo e l'altro.

mercoledì 19 luglio 2017

CR: debitucci fuori bilancio


Arriverà a breve in discussione in Consiglio Regionale, il DL 439 della GIUNTA REGIONALE, avente ad oggetto: - Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche ed integrazioni.

Tra gli allegati, non troverete un prospetto sintetico e riepilogativo dei debiti, che per legge, devono essere riconosciuti e liquidati agli aventi titolo.

Dovete munirvi di carta e matita e di calcolatrice e fare la somma di tutte le singole voci dei 4 articoli che costituiscono il debito, al netto delle Variazioni al bilancio previsionale pluriennale 2017/2019.

Non è veloce ne semplice, ad un calcolo prudenziale, la RAS deve riconoscere qualcosa come 110 milioni di €. circa, per debiti maturati prevalentemente nel 2016 (leggere la relazione).

Tutto ciò al netto del disavanzo in materia di sanità, il cui ammontare verrà reso noto solo a fine anno.

Questo il testo del DL:

Questi gli allegati:


lunedì 3 luglio 2017

MOGORO: SULLA TENTATA E MANCATA USCITA DA SA CORONA ARRUBIA


Sulla vicenda relativa alla volontà politica della maggioranza, di recedere dal Consorzio Sa Corona Arrubia, avevo già scritto - http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/12/sull-itc-e-recesso-da-sa-corona-arrubia.html


Come minoranza, in aula, abbiamo rappresentato al Consiglio Comunale, il nostro voto contrario con una dichiarazione specifica a verbale, leggi la delibera n. 48 del 20.12.2016 - http://www.comune.mogoro.or.it/wp-content/uploads/2017/01/CC048-2016.pdf -



Poi, come sempre accade, con il tempo la verità viene a galla.


Ed allora, si scopre, che il recesso dal Consorzio Turistico da parte del Comune di Mogoro, non era dettato come dichiarato dal sindaco - “da esigenze strategiche dell'Ente”, ma solo ed esclusivamente, da esigenze legate a logiche della nomina del proponente il recesso, al vertice di un Ente strumentale regionale, cioè l'ARST - Azienda Regione Sarda Trasporti.



Viene in soccorso, anche per capire meglio la vicenda, l'articolo apparso il 29 dicembre 2016 su Sardiniapost.it - http://www.sardiniapost.it/politica/arst-franco-marras-amministratore-unico-incompatibili-i-candidati-soriani/ - che per correttezza, riporto per intero:
::::::::::::::::

“ Franco Marras è il nuovo amministratore unico dell’Arst, la spa regionale del trasporto pubblico. La sua nomina è arrivata nel tardo pomeriggio a chiudere una giornata segnata dalle sorprese: perché, alla fine, si sono rivelati incompatibili tutti i candidati del Pd proposti dalla componente di Renato Soru, cui sarebbe spettata la casella nel risiko dei posti di sottogoverno interni al centrosinistra.


Il nome di Marras, capo di gabinetto dell’assessorato ai Trasporti, è spuntato come figura di garanzia, viste le incompatibilità scattate con la legge Severino. Ostacoli non calcolati dalla politica, ma la giunta di Francesco Pigliaru aveva l’obbligo di scegliere entro oggi il nuovo amministratore unico: l’uscente dell’Udc, Giovanni Caria, era già in proroga dal 1° ottobre, riconfermarlo ancora dopo sei anni di mandato avrebbe creato più di un malumore in maggioranza.


L’ultimo candidato soriano risultato incompatibile per via della legge Severino è stato Sandro Broccia, assessore ai Trasporti ai tempi della giunta Soru nonché attuale sindaco di Mogoro. A sbarrare la strada alla nomina di Broccia il fatto che il primo cittadino sia componente del consorzio Sa “Corona Arrubia”: raccoglie un bacino di oltre 15mila abitanti, quindi si tratta di un ruolo pesante e non sovrapponibile, stando al decreto anti-corruzione, con l’amministrazione di una spa pubblica. Tra i due incarichi è richiesta una pausa di almeno dodici  mesi.


Lo stesso è successo con Mauro Coni, ingegnere trasportista, altro soriano di ferro. A stoppare la corsa di Coni verso l’Arst il posto da assessore nell’Esecutivo di Massimo Zedda a Cagliari. Così sino allo scorso giugno.


Ad avvantaggiare Marras, che nel Pd appartiene alla’area popolare-riformista di Cabras-Fadda, è stato anche un cambio di rotta improvviso all’interno della stessa corrente Soru. Perché sino a ieri sera per l’Arst, al posto di Coni, era stato indicato Italo Meloni, anche lui ingegnere trasportista. Poi al suo nome è stato preferito quello di Broccia. Ma quando per il sindaco di Mogoro è spuntata l’incompatibilità, Meloni non si è più reso disponibile.


Con la nomina all’Arst, Marras lascia il posto da capo di gabinetto. Andrà a gestire un bilancio da oltre 156 milioni di euro e una pianta organica da circa duemila dipendenti. Il nuovo amministratore unico ha ottenuto anche la ‘benedizione’ di Gianni Dal Moro, il garante del Pd che solo nel tardo pomeriggio, dopo le incompatibilità di Coni e Broccia, è stato informato su quanto stava succedendo nella spa regionale.


È invece filata liscia la nomina di Maria Giovanna Porcu ad amministratore unico di Area, l’agenzia regionale per l’edilizia abitativa: la Porcu, in quota Partito dei Sardi, è il commissario uscente alla Asl di Oristano.

Al. Car.

:::::::::::::::::::
Come si è evoluta quindi la vicenda?

Nessuno sviluppo. Tutto come prima. Il Consorzio non ha mai preso atto entro il mese di giugno 2017, del recesso deliberato a dicembre 2016 a maggioranza, dal Comune di Mogoro.

Non lo hanno fatto, così come prescrive obbligatoriamente l'art. 4 della convenzione e lo Statuto Consortile, neppure i singoli comuni aderenti allo stesso Consorzio.

Si rifletta, sulla norma che prevede, inoltre, che in caso di contrarietà, anche di uno solo dei comuni facenti parte del Consorzio, il recesso è nullo e inefficace, pertanto ad oggi, il Comune di Mogoro è ancora parte integrante del Consorzio Sa Corona Arrubia a pieno titolo.

Conclusioni: Ne discende, che il sindaco di Mogoro, alla luce di quanto sopra, ha proposto al consiglio comunale, che si doveva uscire dopo 17 anni dal Consorzio, per motivi legati ad “esigenze strategiche dell'Ente”, omettendo di riferire allo stesso Consiglio, piuttosto, ed è ormai del tutto chiaro, che i veri motivi, erano legati esclusivamente alla rimozione delle cause di incompatibilità ed inconferibilità inerenti la sua personale nomina all'ARST, carica che nella fattispecie non ha potuto avere, per effetto della legge n. 39/2013 sull'anti-corruzione, nota come Legge Severino. 
  

sabato 17 giugno 2017

Elezioni Regionali con parità di genere? Chissa!

 
Ancora, in ordine alla rappresentanza del genere femminile in politica, dopo quelle di Oristano 2017 - (*previsione antecedente il turno di ballottaggio e degli eventuali apparentamenti) http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2017/06/appunti-2-sulle-elezioni-comunali-di.html, riporto le risultanze dell’analisi da me effettuata sulle amministrative della città di Cagliari per le comunali 2016.  Mi proponevo, di verificare se nella città capoluogo, notoriamente più aperta e incline alla parità di genere, anche in seno agli organi amministrativi pubblici e privati, tali principi, trovino plastica affermazione, anche dentro il Comune più numeroso della Sardegna.

In dettaglio, erano presenti ben 34 liste, con un totale di 1054 candidati a consigliere comunale, di questi il numero di aspiranti consigliere di sesso femminile era di n. 443.

Di queste 34 liste, ai fatti, solo 6, hanno eletto delle proprie rappresentanti.
il PD su 10 ne ha eletto 4
SEL su 4 ne ha eletto 1
il PSdAz su 4 ne ha eletto 2
Forza CA su1 ne ha eletto 1
il M5S 1 ha eletto la candidata a sindaco

In totale n. 8 consigliere elette con la preferenza scritta nella scheda, al netto della n.1 candidata sindaco del M5S, che entra di diritto avendo raggiunto il quorum.

Pertanto un totale di n. 9 donne su 34 consiglieri pari al 26,47% dell’assemblea.
E n. 8 consigliere femmine su 443 candidate alla carica - 8 x 100 : 443 = 1,80%

ad Oristano nel 2017 in Consiglio 5 su 25 pari al (20%)
a Cagliari nel 2016 in consiglio 9 su 34 pari al (26,47%)
ad Oristano nel 2017 elette n. 2 su 200 candidate pari all’ (1%)
a Cagliari nel 2016 elette 8 su 443 candidate pari all’ (1,8%)


In attesa che in Consiglio Regionale, si determini una volontà politica di recepimento nella legge elettorale statutaria della doppia preferenza, oppure delle liste bloccate ed intervallate uomo - donna, o dei collegi uninominali, questa che segue è la normativa in campo.

Nell’ordinamento italiano ( fonte: governo.it) sono presenti diverse norme, sia nazionali che regionali, rivolte alla promozione della partecipazione delle donne alla politica e all’accesso alle cariche elettive.
Si tratta di disposizioni emanate in attuazione degli articoli 51, primo comma, e 117, settimo comma, della Costituzione.

L’art. 51 Cost. afferma la parità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive tra uomini e donne e prevede che la Repubblica promuova con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. Quest’ultimo periodo è stato inserito dalla legge costituzionale n. 1 del 2003.


L’articolo 117, settimo comma (introdotto dalla legge costituzionale n. 3/2001), afferma che «le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive»
Legge elettorale della Camera dei Deputati

Il testo di legge costituzionale, approvato in via definitiva dal Parlamento il 12 aprile 2016 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016 n. 88, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» ha inserito alcune disposizioni in tema di parità di genere.

All’art. 55 Cost. è stato introdotto il seguente principio: “Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza” e all’art. 122 Cost., inoltre, è stato stabilito che la legislazione statale definisce i principi fondamentali per promuovere a livello regionale l’equilibrio di rappresentanza di genere.
Il testo è stato bocciato nella sua interezza al referendum Costituzionale, tenutosi il 04 dicembre 2016.

In materia elettorale, la nuova legge elettorale (legge 6 maggio 2015, n.52) che (forse) si sarebbe dovuta applicare dal 1 luglio 2016, detta alcune norme in favore della rappresentanza di genere per le elezioni della Camera, modificando l’articolo 18-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Viene previsto che, a pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore al 50% e che, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali, i candidati siano collocati in un ordine alternato di genere. Inoltre, sempre a pena di inammissibilità della lista, i candidati capolista dello stesso sesso non possono superare il 60% del totale in ogni circoscrizione (art. 2, comma 10, lett. c).

Rappresentanza di genere nelle Regioni e negli enti locali

Con la Legge n. 20 del 15 febbraio 2016, (GU n. 46 del 25 febbraio 2016), "Modifica all'articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali", si prevede che le regioni a statuto ordinario, nel disciplinare con legge il proprio sistema elettorale, promuovano le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure specifiche a seconda dei diversi sistemi elettorali regionali, quali: le quote di lista, l'espressione della cd. «doppia preferenza» e l'alternanza di genere. 


Con le modifiche introdotte, la legge statale non si limita pertanto a prevedere tra i principi, come disposto dalla legge 23 novembre 2012, n. 215, la "promozione della parità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l'accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive", ma indica anche specifiche misure promozionali, declinandole sulla base dei diversi sistemi elettorali per la scelta della rappresentanza dei consigli regionali.

Il testo prevede tre ipotesi con riferimento:
alle liste con preferenze,
alle liste bloccate
ai collegi uninominali.
In particolare, per i sistemi elettorali che prevedono preferenze, sono contemplati due meccanismi per promuovere la rappresentanza di genere:
quota di lista del 40 per cento (in ciascuna lista i candidati di uno stesso sesso non devono eccedere il 60 per cento del totale);
b) preferenza di genere (deve essere assicurata l'espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso. In caso contrario, le preferenze successive alla prima sono annullate).

Invece, in caso di liste “bloccate”, deve essere prevista l'alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale.

Nell’ipotesi di collegi uninominali, nell'ambito delle candidature presentate con il medesimo simbolo, i candidati di un sesso non devono eccedere il 60 per cento del totale.

La legge non prevede sanzioni applicabili in caso di inosservanza delle disposizioni volte a garantire la rappresentanza di genere.

I principi dettati dalla legge non risultano applicabili nelle regioni a statuto speciale, per le quali vale quanto stabilito dalla legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che ha modificato gli statuti speciali della regione Siciliana, della Valle d'Aosta, della Sardegna, del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige, attribuendo a ciascuna regione la competenza legislativa sul proprio sistema di elezione dei consiglieri, del Presidente e degli altri componenti della Giunta, nonché la disciplina dei casi di ineleggibilità e incompatibilità, senza il limite dei principi stabiliti con legge statale (come previsto per le regioni a statuto ordinario).


Per gli enti locali, rilevante è stata l’approvazione nella XVI legislatura della legge 23 novembre 2012, n. 215, recante disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali (Consigli comunali, Consigli circoscrizionali, Comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti; Giunte comunali e provinciali) e nei Consigli regionali.


Tale legge, in riferimento alla rappresentanza a livello regionale, come già sottolineato, fissava unicamente un principio secondo il quale le leggi regionali che disciplinano il sistema di elezione del Presidente della giunta regionale e dei consiglieri regionali, promuovano “la parità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l'accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive”.


La stessa legge n. 215 del 2012 prevede, per i Consigli dei Comuni sopra i 5.000 abitanti, un duplice strumento: la quota di lista e la preferenza di genere. La prima comporta che nessuno dei due generi possa figurare nelle liste di candidati alla carica di consigliere comunale in misura superiore ai due terzi del totale dei candidati; la seconda permette all’elettore di esprimere due preferenze (anziché una, com’era secondo la normativa previgente), che devono però riferirsi a due candidati di genere diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.


Per tutti i comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti è comunque stabilito che nelle liste dei candidati sia assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi. Tale norma ha particolare rilievo per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (ai quali, come visto, non si applica la quota di lista). Le disposizioni esaminate per l’elezione dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 15.000 si applicano anche ai consigli circoscrizionali. Per la composizione delle Giunte, la legge n. 215 si è limitata a prevedere che essa rispetti “il principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”.


La questione delle c.d. quote rosa in seno agli organi amministrativi degli enti pubblici è stata regolamentata anche dall' art. 1, comma 137 della L. 7 aprile 2014, n. 56, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, per il quale "Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico".


Peraltro, già prima dell'entrata in vigore dell' art. 1, comma 137, L. n. 56 del 2014, la giurisprudenza amministrativa aveva avuto modi di affermare che: "E' illegittimo, per violazione del principio delle pari opportunità, contenuto negli art. 3 e 51 della Costituzione e 23 della carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, nonché degli artt. 6, comma 3 e 46, comma 2, TUEL, nel testo risultante dalla L. n. 215 del 2012 , il decreto di nomina degli assessori ­ tutti di sesso maschile - della Giunta municipale" (cfr: Cons. St., sez. V, 18 dicembre 2013, n. 6073 sul Comune di Santa Cesarea Terme c. Cretì e altri ).

Elezioni europee

Per le elezioni del Parlamento europeo, la legge 22 aprile 2014, n.65, ha introdotto anche nella legge elettorale europea disposizioni volte a rafforzare la rappresentanza di genere. In particolare, si è prevista una norma transitoria per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014, secondo la quale, nel caso in cui l’elettore esprima tre preferenze per candidati dello stesso genere, la terza debba essere annullata. Si prevede poi che, a partire dal 2019, in ogni lista, i candidati dello stesso sesso non potranno eccedere la metà.

venerdì 16 giugno 2017

Province: demagogia dei Riformatori atto II°


Sempre a proposito di Province, ho recentemente osservato il comportamento del CdM http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2017/06/province-e-cdm.html#links  - in ordine alla mancata impugnazione da parte del governo, della norma introdotta nella legge regionale n. 5/2017, che impedisce le elezioni degli organi di secondo grado, e contestualmente ha prorogato sino a tutto il 31.12.2017, gli attuali illegittimi amministratori straordinari del PD, i quali, in tutto questo disastro e sfascio istituzionale e politico, che oramai è in essere dal 2011, sono gli unici a guadagnarci lautamente.
Segnalo, oggi, invece, la volontà politica, nevrotica quanto inutile, di distruggere questi Enti in Sardegna, perseguita con ostinazione, contrariamente all'esito del referendum Costituzionale, che invece le Province ha massicciamente confermato nell'ordinamento dello Stato, al quale sono equiordinate.
La penosa proposta di legge nazionale, che vorrebbe scaricare tutto sui comuni e le loro unioni: http://consiglio.regione.sardegna.it/XVLegislatura/Prop.legge%20naz/proplegn016.asp è stata depositata, ad appena 3 giorni dall'esito referendario nazionale, nonostante lo schiacciante risultato ottenuto, cioè del 74% dei "NO".
In altre parole, mentre è pacifico che le province restano in Costituzione,  con grande dolore e insofferenza dei primi storici detrattori e nemici delle stesse, cioè il Partito dei Riformatori,  coloro i quali, si sono prodigati ad ogni livello per la  scomparsa istituzionale degli Enti, causando danni irreversibili politici e istituzionali, determinando la scomparsa di numerosi  servizi  storicamente erogati ai cittadini, a soli 3 giorni della loro conferma, presentano il seguente testo:

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE NAZIONALE N. 16
presentata dai Consiglieri regionali
COSSA - DEDONI - CRISPONI
il 7 dicembre 2016
Modifica dell'articolo 43 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3
(Statuto speciale per la Sardegna)
***************
RELAZIONE DEL PROPONENTE
Lo Statuto sardo prevede una potestà legislativa primaria della Regione, in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni (articolo 3, comma 1, lettera b)). In particolare, l'articolo 43 dispone:
"1. Le province di Cagliari, Nuoro e Sassari conservano l'attuale struttura di enti territoriali.
2. Con legge regionale possono essere modificate le circoscrizioni e le funzioni delle province, in conformità alla volontà delle popolazioni di ciascuna delle province interessate espressa con referendum.".
Tre province, in sostanza, sono indicate direttamente ed espressamente dalla norma statutaria, Questo significa che tali enti vanno considerati alla stregua di figure di rilevanza costituzionale, essendo lo Statuto della Sardegna, in quanto regione speciale, adottato con legge costituzionale. Alle tre province a pieno titolo storiche si è poi aggiunta la Provincia di Oristano (istituita con legge 16 luglio 1974, n. 306).
Poiché sono esplicitamente richiamate dallo Statuto, le prime province hanno un rango direttamente costituzionale, e l'unica possibilità che ha nei loro riguardi il legislatore regionale è quella di modificarne le circoscrizioni.
In tal senso, è stata approvata la legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2, che ha istituito l'Area metropolitana di Cagliari e ridefinito le circoscrizioni delle attuali quattro province: Sud Sardegna, Oristano, Nuoro e Sassari.
Una scelta legislativa di abrogazione totale della presenza delle province nel tessuto autonomistico regionale non è possibile. Solo il legislatore costituzionale può disattivare l'articolo 43 dello Statuto, consentendo alla legislazione regionale di perseguire l'opzione dell'eliminazione di ogni ente provinciale dall'ordinamento regionale degli enti locali. Una norma statutaria speciale, che è norma costituzionale, incontrerebbe il solo limite dei principi supremi dell'ordinamento costituzionale ed è difficile sostenere che l'esistenza delle province appartenga a questo nucleo duro e immodificabile dell'assetto costituzionale.
La presente proposta di legge nazionale contiene un unico articolo, che prevede che l'ordinamento degli enti locali sia articolato esclusivamente sui comuni anche in forma associata in unioni di comuni, come previsto dalla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna).

***************
TESTO DEL PROPONENTE

Art. 1
Soppressione delle province
1. L'articolo 43 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale della Sardegna) è sostituito dal seguente:
"Art. 43
Nella Regione l'ordinamento degli enti locali è articolato esclusivamente sui comuni, i quali, secondo le modalità disciplinate con legge regionale, possono associarsi per svolgere, attraverso l'esercizio congiunto delle funzioni e secondo principi di adeguatezza ed efficacia, compiti di area vasta e per partecipare alla programmazione regionale.
La legge regionale, adottata ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera b), del presente Statuto disciplina il riordino dell'ordinamento degli enti locali della Sardegna.".
 

giovedì 15 giugno 2017

Appunti (2) sulle elezioni Comunali di Oristano 2017

 
Come volevasi dimostrare, nonostante la legge elettorale sull'elezione del consigli, nei comuni sopra i 15.000 abitanti, preveda la possibilità di esprimere 2 preferenze, divise per genere: maschile e femminile, che concretamente, corrisponde a ciò che alcuni movimenti di donne impegnate in politica, vanno da tempo chiedendo al Consiglio Regionale, sopratutto per introdurre questa norma di rango statutario elettorale, anche per le elezioni regionali, qualcosa mi convince sempre meno.

Nonostante il gran parlare, manifestare in via Roma 25, protestare con "muncadores in conca" ed altro, con o senza la "H", ad Oristano, nelle 20 liste depositate e presenti nella competizione elettorale, su 453 candidati alla carica di consigliere comunale, il genere femminile era rappresentato da ben 200 candidate.

Tralasciando le 3 figure femminili, candidate a sindachessa, le quali, indipendentemente dalla vittoria al ballottaggio, sia del csx che del cdx, entrano comunque in consiglio in virtù di tale ruolo, la rappresentanza elettiva, cioè di quelle che hanno preso le preferenze, sia singolarmente, che in abbinata con altro consigliere di genere maschile, risulta abbastanza modesta.

In sostanza se vince il cdx, oltre le 3 già indicate, entrano in consiglio solo altre 2 donne, cioè: Gianna De Lorenzo di F.I. e Giulia Solinas di F.P. - mentre, se vince il csx, ne entrano sempre e soltanto 2, oltre le 3 già indicate, cioè: Carla della Volpe e Manuela Carta del P.D. 

Il numero complessivo delle donne consigliere, pertanto, non supererà il numero di 5 su 25 componenti il consiglio comunale, cioè il 20% totale dell'organo assembleare, al netto, naturalmente di eventuali nomine in giunta, subentri e/o surroghe successive, sempre probabili.

Colpisce il numero di solo 2 elette su 200 candidate

Corrisponde esattamente all'1%. Valore bassino, per poter ottenere tutta quella grande attenzione da parte della politica regionale, a supporto delle pretese avanzate, per la modifica della Legge regionale n°1/2013 statutaria regionale, adeguandola ai principi della legge elettorale dei comuni sopra i 15.000 abitanti.

Si tenga presente che nell'assemblea legislativa, su 60 componenti, il numero delle consigliere di genere femminile elette con espressione di preferenza, è pari a 4, cioè il 6,6%, ben superiore all'1%, eletto nel consiglio comunale di Oristano, naturalmente al netto delle candidature a Presidente della Regione, che pur erano presenti nelle competizioni regionali del febbraio 2014 (nessuna eletta), comparandole a titolo esemplificativo con l'elezione a sindaco in esame.

In sostanza, se ne ricava, che nel consiglio comunale della città di Eleonora, al netto delle candidature a sindaco, si eleggono percentuali e numeri inferiori, rispetto all' assemblea legislativa sarda.

Questi dati dovrebbero far riflettere la classe politica regionale, prima di mettere eventualmente mano alla legge elettorale ( ci sono 9 proposte al riguardo), prima del prossimo turno del febbraio 2019, sempre che ci arriviamo, vista l'instabilità nel quadro politico di maggioranza .

Tralascio, per altre considerazioni per altra sede, i numeri relativi alla maggioranza degli elettori/elettrici che hanno votato, posto che risulta in netta maggioranza a vantaggio del genere femminile, che come risulta del tutto evidente, non sostengono per prime loro stesse le candidate del loro genere, che invece, secondo quanto affermano,  dicono di supportare.

Sull'argomento specifico, sulle cause ed altro, è necessario un dibattito aperto e sincero, un approfondimento, un analisi sociologica e politica.

Chi ha da tessere, tessa!


mercoledì 14 giugno 2017

Appunti sulle elezioni Comunali di Oristano 2017


 
Fatti salvi eventuali apparentamenti, possibili sino a sabato 17 giugno p.v., la composizione del prossimo consiglio comunale della città di Oristano, salvo sorprese, verosimilmente, dovrebbe essere il seguente:
Sulla base dei calcoli da me effettuati ( ma posso sbagliarmi) sui voti ottenuti dalle liste, utilizzando il metodo D’Hont, ed ai sensi dell' art. 73 testo Unico EE.LL. 267/2000 - Elezione del consiglio comunale nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti - cioè con la ripartizione (60 per cento dei seggi alla maggioranza e 40% alla minoranza)

24:100 = 0,24 x 60% = 14,4 viene arrotondato in difetto a 14

Se Vince Lutzu:
Maggioranza 14 consiglieri + 1 sindaco   =  15
di cui:
Forza Italia, 7 consiglieri
Riformatori, 3 consiglieri
Fortza Paris, 3 consiglieri
Un’altra Oristano, 1 consigliere

Minoranza: 10 consiglieri
24:100 = 0,24 x 40% = 9,6 viene arrotondato per eccesso a 10

PD, 3 consiglieri, (*compreso candidato sindaco della coalizione, al posto dell'ultimo della stessa lista che ha riportato la  minor cifra individuale = Maria Obinu al posto di Carla della Volpe)
UDC, 1 consigliere
PDS, 1 consigliere 
- ( *il candidato sindaco della coalizione, al posto del 1° della lista, che ha riportato la  minor cifra individuale = Pecoraro al posto di Alessandro Baccoli
Arti mestieri Imprese, 1 consigliere
Sport & Salute, 1 consigliere - ( *il candidato sindaco della coalizione, al posto del 1° della lista, che ha riportato la  minor cifra individuale = Martinez al posto di Monica Masia)
Coraggio  & Libertà, 2 consiglieri, compreso candidato sindaco = Anna Maria Uras al posto di Umberto Marcoli e Alberto Carta)
M5S, 1 consigliere, candidato sindaco 
Se Vince Maria Obinu:
Maggioranza 14 consiglieri + 1 sindaco   = 15
di cui:
PD, 8 consiglieri, compreso candidato sindaco 
Valore comune,1 consigliere
Oristano nel Cuore, 2 consiglieri
PSI, 1 consigliere
Noi OR, 2 consiglieri
PSDAZ, 1 consigliere 

Minoranza: 10 consiglieri
Coraggio  & Libertà, 1 consigliere candidato sindaco 
Forza Italia, 2 consiglieri
Riformatori, 1 consigliere
Fortza Paris, 1 consigliere - ( *il candidato sindaco della coalizione, al posto del seggio della lista, che ha riportato la  minor cifra individuale = Andrea Lutzu al posto di Massimo Sanna) 
UDC, 1 consigliere
PDS, 1 consigliere - (*il candidato sindaco della coalizione, al posto del seggio della lista che ha riportato la  minor cifra individuale = Pecoraro al posto di Alessandro Baccoli)
Arti mestieri Imprese, 1 consigliere 
Sport & Salute, 1 consigliere - ( *il candidato sindaco della coalizione, al posto del seggio della lista che ha riportato la  minor cifra individuale = Martinez al posto di Monica Masia) 
M5S, 1 consigliere candidato sindaco 

Curiosità ( da smentire...? ):
In entrambi i casi il PDS, elegge solo i candidato sindaco Vincenzo Pecoraro.
Fortza Paris, se vince il csx, cede il proprio ed unico  rappresentante, al candidato sindaco della coalizione, Andrea Lutzu), se vince il cdx ne eleggono 3.
In entrambi i casi, Martinez entra al posto della Monica Masia di Sport & Salute, mentre è comunque confermato il seggio per Andrea Riccio di Arte e mestieri.
In entrambi i casi è confermato il seggio del M5S per la Patrizia Cadau .
Coraggio & Libertà se vince il cdx, elegge 2 seggi = Anna Maria Uras al posto di Umberto Marcoli e Alberto Carta, mentre, se vince il csx, elegge solo Anna Maria Uras, candidata sindachessa.
l'UDC, in entrambi i casi, ne elegge sempre 1, cioè Peppi Puddu.
I Riformatori, se vince il cdx, eleggono 3 consiglieri, se vince il csx, solo 1.
il PD, se vince il csx, ne eleggono 8, mentre se vince il cdx, ne eleggono 3, in entrambi i casi,  compresa la candidata sindachessa.
Forza Italia, se vince il cdx, ne eleggono 8 compreso il candidato sindaco, mentre se vince il csx, solo 2, in quanto il seggio del candidato sindaco della coalizione, verrebbe sottratto a Forza Paris. 
Un'altra Oristano, piazza 1 seggio solo se vince il cdx.
Oristano nel Cuore e Noi OR, piazzano 2 seggi a testa, solo se vince il csx.
Valore Comune, PSI e PSDAZ, piazzano 1 seggio a testa, solo se vince il csx.

Le liste: Scuola Identità, Idee Rinnovabili, Cittadini per Oristano e Fd'I, in entrambi i casi, anche a seguito del ballottaggio del 25 giugno, non partecipano alla ripartizione dei seggi. 

Infine, se vince il cdx, in consiglio si avranno 10 gruppi consiliari, se vince il csx se ne formeranno il 50% in più, cioè ben 15, fatti salvi accorpamenti  o altro, sempre possibili ma non prevedibili al momento.

Per quanto attengono gli eventuali commenti sul risultato e la gestione delle elezioni della città capoluogo, dal mio personale punto di vista di militante del PSD'AZ, mi riservo di esprimerlo bene e compiutamente nelle sedi di partito.

Chissà!?

martedì 13 giugno 2017

PUC MOGORO


  

Ecco la proposta inviata ai consiglieri comunali, per il Piano Urbanistico Comunale  ( P.U.C. ) che dovrà essere illustrata e presentata nel prossimo consiglio comunale, già convocato per giovedì 22/06/2017.
Non entro nel merito dei contenuti, ci sarà tempo e modo.

Ritenendo di farVi cosa gradita, posto che, ad oggi, non sono a conoscenza se i contenuti siano stati divulgati e si siano svolti incontri pubblici, dibattiti o assemblee, anche con i tecnici del territorio, pubblico il link, zippato della cartella, dal quale si può accedere per scaricare i singoli documenti.

https://drive.google.com/file/d/0B7BwLuGiEnooWm1YT2FFZVhEeG8/view?usp=sharing

Province e CdM


  
Il Consiglio dei ministri riunitosi (cdm n.33) nella mattinata di venerdì 9 giugno 2017,  a Palazzo Chigi, tra gli altri provvedimenti, ha deliberato di impugnare, unica tra le n. 9 leggi regionali esitate, la legge Regione Sardegna n. 5 del 13/04/2017, “Legge di stabilità 2017”: in quanto "una norma, riguardante l’attribuzione del salario accessorio del personale operante presso la Centrale regionale di committenza, viola l’art. 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione, che riserva alla competenza dello Stato l’ordinamento civile e, quindi, i rapporti di diritto privato regolabili dal Codice civile (contratti collettivi). Un’altra norma, prevedendo autorizzazioni di spesa prive di copertura finanziaria, viola l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione";

A onor del vero, vi erano anche altri motivi, affinché il Dipartimento competente, eccepisse ulteriori ragioni di merito  segnalate ed evidenziate al Consiglio dei Ministri;

Al fine di ottenere la promozione della questione di legittimità costituzionale ai sensi dell'art. 127, 1° comma della Costituzione, avverso la legge regionale della Sardegna, n. 5, del 13 aprile 2017 (legge di stabilità 2017) in quanto:

Per palese vioazione di legge, si noti al riguardo, che il comma 13. dell’art. 2, della legge in esame, ha vìolato palesemente l'ordinamento delle autonomie locali della Sardegna, con particolare riferimento ai principi dell'articolo 5 della Costituzione “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”, e degli articoli 3, comma 1, lettera b) e 43 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna).

Ha vìolato, altresì, i principi di cui agli articoli 118 e 119 della Costituzione in quanto, si impedisce lo svolgimento delle funzioni democratiche delle autonomie locali in Sardegna, nella loro articolazione territoriale provinciale, attuale e vigente, nonché della Convenzione europea relativa alla Carta europea dell'autonomia locale ratificata con legge 30 dicembre 1989, n. 439 (Ratifica ed esecuzione della convenzione europea relativa alla Carta europea dell'autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985), e dei principi di grande riforma economica e sociale contenuti nella legislazione statale previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56 (Legge Delrio).
La Regione Sardegna, ai sensi dell’art. 3, comma 1, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto Speciale della Regione Sardegna) pur avendo potestà legislativa in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni, può legiferare esclusivamente in armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica.

A mio avviso, il comma 13. dell’art. 2, della L.R. 5/17 (legge di stabilità 2017), con l’abrogazione della norme che già stabilivano la libera e democratica elezione degli organi della Province della Sardegna, cioè: 
l'art. 27, comma 7) della LR. 2/16;
l’art. 2 della L.R. 11 novembre 2016, n. 29;
doveva essere impugnata e cassata, in quanto, di fatto,  si è  impedito il libero esercizio democratico delle elezioni (ancorché di secondo grado) costituzionalmente tutelato. 
Naturalmente il governo, ha preferito censurare aspetti molto meno importanti, e se ne è guardato bene dal toccare gli interessi politici della loro stessa parte, ben radicati in terra di sardegna.

Infatti, con tale norma sopravviveranno per un altro anno (cioè il 3° - sino al 31/12/2017) i 7  amici Amministratori Straordinari del #PD, nominati e non certo a gratis, ma al piccolo costo per le casse regionali di 110 mila euro annui circa, cadauno.

Le elezioni di secondo grado delle riformate Provincie della Sardegna, ancora una volta, non si terranno, alla faccia della sbandierata democrazia partecipata, falsamente sbandierata da Pigliaru ed Erriu, in tv e sulla stampa, esattamente a fine 2016 e non più tardi dell'inizio del 2017.

E tutto ciò, mentre l'incapacità manifesta, e la desistenza politica passiva, continuano a generare disservizi, stati di pericolo per l'incolumità pubblica, e mentre gli "straordinari" tentano,  con risibili lettere "preventive" alle autorità giudiziarie competenti, al fine di proteggersi anticipatamente il deretano da insorgenti denunce dei cittadini, sugli eventuali sviluppi negativi derivanti dall'assenza di azioni amministrative, politiche e gestionali relative alle funzioni di cui le province medesime sono titolari ma che non svolgono.

Dulcis in fundo, il governo non ha ritenuto di impugnare la norma  (proposta dall'On.le Giovanni Satta, e recepita dalla maggioranza), che in sardegna ha finalmente restituito e reintrodotto l'intera giornata di permesso se lavoratori dipendenti, e quindi la giusta dignità ai consiglieri comunali, per la partecipazione alle sedute del rispettivi Consigli.

venerdì 26 maggio 2017

SATTA: sulla sospensione delle vaccinazioni a Buddusò

Depositata nella mattinata del 26 maggio 2017, ed in attesa di registrazione, l'Interrogazione Satta Giovanni - con richiesta di risposta scritta, sulla situazione venutasi a creare a seguito della sospensione delle vaccinazioni presso il poliambulatorio ATS del servizio di igiene pubblica di Buddusò.
ecco il testo:

Il sottoscritto,
premesso che:

Da notizie apprese da un emittente locale in data 24.05.2017, il servizio igiene pubblica e delle vaccinazioni del poliambulatorio ATS di Buddusò è stato provvisoriamente sospeso e le vaccinazioni sono state trasferite a Olbia;

L’effettuazione delle prestazioni, che si sino a qualche mese fa si svolgevano correttamente nella comunità di Buddusò, ora hanno subito un sostanziale ridimensionamento, in quanto, da un cartello affisso presso gli stessi locali, si ricava che le vaccinazioni si faranno il 1° ed il 3° martedì del mese, dalle ore 9,30 alle ore 12,30 (salvo comunicazioni di chiusura extemporanea);

Analogamente, tale disservizio riguarda anche la comunità di Ala dei Sardi;

Tutto ciò, senza che del disagio insorgente e ormai in essere, sia stata data una preventiva informazione, puntuale e precisa da parte dei responsabili del servizio dell’ATS territorialmente competente;

Considerato che tale riduzione di servizi, sta già determinando un forte malcontento nelle popolazioni, in particolare delle famiglie con minori in età di vaccino, che si vedranno costrette a recarsi a Olbia per avere garantito il diritto alla salute dei propri congiunti, con costi ulteriori per il bilancio familiare, oltre che di perdita di tempo stante il percorso necessario (124 km. A/R) per raggiungere tale sede;

Richiamate le “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale adottate dal Consiglio dei ministri nella riunione n. 30 del 19 Maggio 2017, su proposta della Ministra della salute Beatrice Lorenzin, che ha approvato un decreto legge contenente misure urgenti in materia di prevenzione vaccinale;

Ricordato che il decreto è diretto a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica con particolare riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, superando l’attuale frammentazione normativa;
Evidenziato, in particolare, che il decreto rende obbligatorie le seguenti vaccinazioni:
  • anti-poliomelitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatitica B;
  • anti-pertossica;
  • anti Haemophilus influenzae tipo B;
  • anti-meningoccocica B;
  • anti-meningoccocica C;
  • anti-morbillosa;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.
Rappresentata, la massima preoccupazione per l’interruzione di un importante servizio, proprio in un momento in cui l’attenzione nazionale e regionale è massima nel fornire le prestazioni vaccinali, oramai obbligatorie, dal momento dell’entrata in vigore, infatti, è previsto l'obbligo di vaccinarsi che produrrà, in assenza di certificazione, l'impossibilità di iscriversi al sistema scolastico zero-sei anni;

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali sono le motivazioni che hanno indotto l’ATS a sospendere e/o ridimensionare le prestazioni inerenti le vaccinazioni, peraltro senza preavviso pubblico alle popolazioni interessate;
3) quali azioni si intendono urgentemente porre in essere nei confronti dell’ATS, per l’immediato ripristino del servizio pubblico presso il poliambulatorio di Buddusò.

Firmato


Giovanni Satta


Cagliari, 26 maggio 2017