domenica 12 novembre 2017

C@DDOTZU - Bottas pò s'acua arta.

C'è un significato Massonico nel simbolo (: + :) diviso, più, diviso ?

Certamente?

Tautologicamente Si!

Tra enunciati descrittivi e prescrittivi vi è una differenza semantica radicale.

Gli enunciati descrittivi pretendono di adattarsi al mondo; gli enunciati prescrittivi pretenono che il mondo si adatti a essi.


venerdì 20 ottobre 2017

ASE, RICORSI, E MAGGIORANZE IN AGONIA

LA REGIONE, SULL'AGENZIA SARDA DELLE ENTRATE INTIMA AL GOVERNO  DI RITIRARE IL RICORSO? Al Consiglio dei Ministri sono tutti rattrappiti dai brividi di terrore, per l'ultima uscita di Ra-Paci, che fa seguito alle "PRESSIONI politiche" da parte del PdS sul presidente Pigliaru. Partito, che ancora oggi, non lascia comprendere chiaramente, se in caso di mancato ritiro del ricorso da parte del governo, abbandonerà per sempre la maggioranza, ovvero continuerà a sostenere le azioni di questo centro sinistra degli sconquassi infiniti.
L'Assessore Ra-Paci, sostiene che la legge è operativa dal 1° gennaio 2017,  e che il ricorso presentato dal governo non la mette in dubbio, in quanto contesta solo l'art. 3, chè è un articolo "di prospettiva"! 
Niente di più inesatto, AFFERMAZIONE volontariamente falsa.
Si sentano al riguardo le dichiarazioni di Ra-Paci al minuto 0,30" dell'intervista tratta dal servizio del TG di Videolina del 18 Ottobre 2017, delle ore 14,00.
http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/10/18/entrate_sull_agenzia_sarda_la_regione_intima_il_governo_ritira_il-78-656945.html
Il ricorso, per l'esattezza, non è limitato solo all'art. 3, ma a ben 5 articoli della l.r. istitutiva dell'ASE, http://www.regione.sardegna.it/j/v/2604?s=323191&v=2&c=13906&t=1&anno= come rappresentati nello specchietto che segue, tratto dal sito della Corte costituzionale.http://www.cortecostituzionale.it/schedaRicorsi.do?anno=2017&numero=3&numero_parte=undefinedi
Il ricorso pendente, verrà discusso nell'Udienza Pubblica del 24/10/2017
IN ATTESA DI CONOSCERE LA SENTENZA DELLA CORTE, IL CUI ESITO APPARE ABBASTANZA SCONTATO, IN CASO DI SOCCOMBENZA DELLA REGIONE, DOVREBBE ESSERE AUTOMATICA L'USCITA DALLA ATTUALE MAGGIORANZA DEL PDS, POSTO CHE DA TEMPO, IL GRUPPO, STA CERCANDO UN SUO RIPOSIZIONAMENTO NEL PANORAMA DELLE ALLEANZE PER LE PROSSIME REGIONALI. MA NELL'ARIA SI AVVERTONO PROFUMI INDEFINITI.
TRA SABATO E DOMENICA PROSSIMI, SUI MONTI DI VILLAGRANDE STRISAILI, QUESTI ODORI SARANNO PIU' INTENSI, COMPRENSIBILI E RICONOSCIBILI?
FORSE SI O FORSE NO?
Reg. ric. n. 3 del 2017 n° parte 1 pubbl. su G.U. del 01/02/2017 n. 5

Ricorrente
Presidente del Consiglio dei ministri

Resistenti
Regione autonoma Sardegna

Oggetto:
Imposte e tasse - Norme della Regione Sardegna - Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE) - Competenze in materia di accertamento e riscossione dei tributi devoluti, compartecipati e regionali derivati - Ricorso del Governo - Denunciato contrasto con la disposizione statutaria sull'accertamento e la riscossione dei tributi propri - Contrasto con la competenza legislativa esclusiva statale nelle materie del sistema tributario e contabile. 


- Legge della Regione Sardegna 28 ottobre 2016, n. 25, artt. 1, comma 2 [recte: 4], lett. d), e 3, comma 1.
- Costituzione, art. 117, comma secondo, lett. e); Statuto speciale della Regione Sardegna (legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3), art. 9.

Imposte e tasse - Norme della Regione Sardegna - Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE) - Competenze in materia di accertamento e riscossione dei tributi devoluti, compartecipati e regionali derivati - Comitato di indirizzo regionale sulle entrate (CIRE) - Attivazione del servizio di riscossione dei tributi locali attualmente non riscossi - Ricorso del Governo - Denunciata violazione della disposizione statutaria sull'accertamento e la riscossione dei tributi propri - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale nelle materie del sistema tributario e contabile - Lesione dell'autonomia dei Comuni in relazione ad alcuni poteri di accertamento e di riscossione dei tributi locali.
- Legge della Regione Sardegna 28 ottobre 2016, n. 25, artt. 3, comma 1, e 12, comma 1.
- Costituzione, artt. 117, comma secondo, lett. e), e 119, comma secondo; Statuto speciale della Regione Sardegna (legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3), art. 9; decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, art. 52.

Imposte e tasse - Norme della Regione Sardegna - Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE) - Modalità e tempi di riversamento nelle casse regionali del gettito delle entrate erariali - Affluenza presso l'ASE delle entrate spettanti alla Regione ai sensi dell'art. 8 dello Statuto - Ricorso del Governo - Denunciato contrasto con la disciplina, contenuta in disposizioni di attuazione dello Statuto, che attribuiscono l'esercizio di tali funzioni allo Stato - Violazione del principio fondamentale in materia di coordinamento della finanza pubblica che prevede l'applicazione a Regioni ed enti locali del regime di tesoreria unica di cui alla legge n. 720 del 1984 - Contrasto con il vincolo per le pubbliche amministrazioni di assicurare il pareggio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico.
- Legge della Regione Sardegna 28 ottobre 2016, n. 25, art. 1, comma 5.
- Costituzione, artt. 97, primo comma, e 117, commi secondo, lett. e), e terzo; decreto legislativo 9 giugno 2016, n. 114, art. 2; legge 29 ottobre 1984, n. 720 [art. 1, comma 1].

Imposte e tasse - Norme della Regione Sardegna - Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE) - Verifica della correttezza dei dati e dei calcoli per l'esatta determinazione di quanto spettante alla Regione a titolo di compartecipazione regionale alle quote erariali - Previsione di un raccordo continuo con la struttura statale - Ricorso del Governo - Denunciata determinazione di maggiori oneri privi di copertura finanziaria - Violazione del principio dell'obbligo di copertura finanziaria - Contrasto con la competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali.
- Legge della Regione Sardegna 28 ottobre 2016, n. 25, art. 3, comma 3.
- Costituzione, artt. 81, comma quarto [rectius: terzo], e 117, comma secondo, lett. g).


Norme impugnate


Num. Art. Co. Nesso
legge della Regione autonoma Sardegna 28/10/2016 25
legge della Regione autonoma Sardegna 28/10/2016 25
legge della Regione autonoma Sardegna 28/10/2016 25
legge della Regione autonoma Sardegna 28/10/2016 25
legge della Regione autonoma Sardegna 28/10/2016 25 12 

Parametri costituzionali


Num. Art. Co. Nesso
Costituzione

81 
Costituzione

97 
Costituzione

117 
Costituzione

117 
Costituzione

117 
Costituzione

119 
Statuto Regione Sardegna


decreto legislativo 15/12/1997 446 52 
decreto legislativo 09/06/2016 114

Udienza Pubblica del 24/10/2017 rel. ZANON



Testo del ricorso
N. 3 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 10 gennaio 2017

Ricorso per questione di legittimita'  costituzionale  depositato  in
cancelleria il 10 gennaio 2017  (del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri). 
 
Imposte  e  tasse  -  Norme  della  Regione  Sardegna  -  Istituzione
  dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE) - Competenze in  materia  di
  accertamento e riscossione dei tributi devoluti,  compartecipati  e
  regionali derivati - Modalita' e tempi di riversamento nelle  casse
  regionali del gettito delle entrate erariali  -  Previsione  di  un
  raccordo  continuo  con  la  struttura   statale   per   verificare
  l'esattezza dei dati e dei calcoli per determinare l'importo  della
  compartecipazione regionale alle quote erariali. 
- Legge della Regione Sardegna 28 ottobre 2016, n.  25  ("Istituzione
  dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)"), artt. 1, commi 2  [recte:
  4], lett. d), e 5, 3, commi 1 e 3, e 12, comma 1. 


(GU n. 5 del 2017-02-01)

     Ricorso ex  art.  127  della  Costituzione  del  Presidente  del
Consiglio   dei   ministri,   rappresentato   e   difeso   ex    lege
dall'Avvocatura  generale  dello  Stato  presso  i  cui   uffici   e'
domiciliato in Roma alla via dei Portoghesi, 12; 
    Contro  la  Regione  autonoma  della  Sardegna,  in  persona  del
presidente  pro  tempore,  per  la  declaratoria  di   illegittimita'
costituzionale della legge regionale Sardegna 28 ottobre 2016, n. 25,
ed in particolare dell'art. 1, comma 2 lettera d), dell'art. 1  comma
5, dell'art. 3 commi 1 e 3 e dell'art. 12, comma 1, come da  delibera
del Consiglio dei ministri in data 23 dicembre 2016. 
    Sul B.U.R. Sardegna 3 novembre 2016, n. 50 e' stata pubblicata la
legge  regionale  28  ottobre  2016,  n.  25,  recante   «Istituzione
dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)». 
    All'art. 1, comma 1, si precisa che  l'ASE  viene  istituita  «al
fine di potenziare e razionalizzare  il  Governo  delle  entrate  del
sistema Regione». 
    Il  successivo  comma  6  prevede  che «l'ASE  ha   personalita'
giuridica di diritto pubblico ed e' dotata di autonomia  finanziaria,
organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale». 
    Si premette che lo Statuto della Regione Sardegna (approvato  con
legge cost. 26 febbraio 1948, n. 3)  consente  alla  Regione  sia  la
istituzione di tributi propri (l'art. 8 dello Statuto prevede che «Le
entrate della regione sono costituite: [...] h) da  imposte  e  tasse
sul turismo e da altri tributi propri che la regione ha  facolta'  di
istituire con legge in armonia con i principi del sistema  tributario
dello Stato;»), sia  l'accertamento  e  la  riscossione  dei  tributi
medesimi. 
    Cio' risulta in particolare dall'art. 9  dello  Statuto,  il  cui
comma l prevede che «la Regione puo' affidare agli organi dello Stato
l'accertamento e la riscossione dei tributi propri». 
    E' infatti evidente che se la Regione puo' affidare tali funzioni
allo Stato, ben puo' esercitarle in prima persona. 
    Tuttavia, la legge regionale n. 25/2016 in talune disposizioni e'
andata  al  di  la'  dei  limiti  previsti  dallo  Statuto  e   dalla
Costituzione. 
    Da cio' la presente impugnativa che si propone a codesta Corte ai
sensi dell'art. 127 Cost. 
 
                               Motivi 
 
1) Illegittimita' costituzionale degli articoli 1, comma  4,  lettera
d) e 3, comma 1, legge regionale n. 25/2016  per  contrasto  con  gli
articoli 117, comma 2, lettera e) Cost. e 9 dello Statuto 
    L'art. 1, comma 4, prevede che all'ASE siano attribuite una serie
di competenze tra cui, alla lettera d), il «controllo  delle  entrate
da tributi devoluti, compartecipati e regionali derivati». 
    Orbene, la giurisprudenza della Corte e'  costante  nel  ritenere
che costituiscono  tributi  propri  regionali  esclusivamente  quelli
costituiti con legge regionale; tutti gli altri tributi, ancorche' il
relativo gettito sia destinato alla Regione in tutto o in parte,  non
possono definirsi tributi propri  (cfr.  da  ultimo  la  sentenza  n.
97/2013, in cui si  legge:  «Sull'affermazione  secondo  la  quale  i
"tributi propri derivati", che sono istituiti e regolati dalla  legge
dello Stato, ma il cui gettito e' destinato a un  ente  territoriale,
conservano inalterata la loro natura di tributi erariali,  v.  citate
sentenze n. 123 del 2010, n. 216 del 2009, n. 397 del 2005, n. 37 del
2004, n. 296 del 2003»). 
    Poiche', come gia' evidenziato, l'art. 9, comma 1, dello  Statuto
riconosce alla Regione un potere di  accertamento  e  di  riscossione
esclusivamente dei tributi propri  (consentendole  di  affidare  tali
funzioni allo Stato), appare evidente come  la  precisazione  di  cui
alla citata lettera d) dell'art. 1, comma 4, della legge regionale n.
25/2016 (laddove si attribuisce all'ASE il «controllo  delle  entrate
da tributi devoluti, compartecipati e regionali  derivati»)  viene  a
porsi in contrasto con l'art. 9 dello  Statuto,  nonche'  con  l'art.
117,  comma  2,  lettera  e)  Cost.  che  riserva  alla  legislazione
esclusiva dello  Stato  il  «sistema  tributario  e  contabile  dello
Stato». 
    Per gli stessi motivi e' illegittimo anche  l'art.  3,  comma  1,
della legge regionale  impugnata,  laddove  prevede  che  la  Regione
«promuove tutte le azioni necessarie per  riconoscere  in  capo  alla
Regione, e per il successivo esercizio da parte  dell'ASE,  la  piena
titolarita' nella materia dell'accertamento e della  riscossione  dei
tributi derivati e compartecipati al  gettito  dei  tributi  erariali
prodotti o comunque generati nel territorio regionale di cui all'art.
8 dello  Statuto  speciale  per  la  Sardegna,  anche  attraverso  la
richiesta di trasferimento o la delega di funzioni  statali  riferite
alle agenzie fiscali dello Stato». 
    La disposizione  in  particolare  e'  illegittima  in  quanto  si
propone di ottenere un risultato («la piena titolarita' nella materia
dell'accertamento  e  della  riscossione  dei  tributi   derivati   e
compartecipati al gettito dei tributi erariali  prodotti  o  comunque
generati nel territorio  regionale»),  che  sulla  base  del  sistema
normativo vigente e'  illegittimo,  in  quanto  contrastante  con  il
citato art. 117, comma 2, lettera e) Cost. che riserva allo Stato  il
potere di  legiferare  sul  «sistema  tributario»  (com'e'  noto,  il
legislatore statale ha poi affidato alle Agenzie fiscali le  funzioni
di accertamento e riscossione  dei  tributi  erariali:  cfr.  decreto
legislativo n. 300/1999, articoli 56 e ss.). 
    Tra l'altro, in relazione alle entrare erariali il cui gettito e'
destinato (anche) alla Regione, e' di recente entrato  in  vigore  il
decreto  legislativo  n.  114/2016  (recante  «Norme  di   attuazione
dell'art. 8 dello  Statuto  speciale  della  Regione  autonoma  della
Sardegna - legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di
entrate  erariali  regionali»)  il  cui   art.   2   («Modalita'   di
attribuzione  delle  quote  delle  entrate  erariali  spettanti  alla
regione») prevede che: 
    «Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, adottato
d'intesa con la Regione, sono individuati i tempi, le procedure e  le
modalita' volti a  garantire  il  riversamento  diretto  nelle  casse
regionali del gettito  delle  entrate  erariali  di  cui  all'art.  1
riscosso dall'Agenzia delle entrate, dagli agenti della riscossione e
da qualunque altro soggetto cui affluiscono le entrate spettanti alla
Sardegna ai sensi dell'art. 8 dello Statuto. 
    Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 1, le  quote
delle compartecipazioni al gettito  erariale  sono  corrisposte  alla
Regione  secondo  le  modalita'   indicate   dal   presente   decreto
legislativo». 
    Tale disposizione riconosce dunque un ruolo alla Regione per quel
che riguarda «il  riversamento  diretto  nelle  casse  regionali  del
gettito delle entrate erariali» alla stessa destinate, ruolo  che  si
esplica tramite una intesa con il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze al quale e' attribuita la competenza ad  emanare  il  decreto
ministeriale previsto dalla citata disposizione. 
    Al di fuori  di  tale  previsione,  non  sono  riconosciuti  alla
Regione poteri o competenze sui tributi diversi da quelli propri. 
    Da cio' la illegittimita' costituzionale delle  due  disposizioni
in epigrafe. 
2) Illegittimita' costituzionale dell'art. 12, comma 1, e dell'art. 3
comma 1, legge regionale n. 25/2016 per contrasto  con  gli  articoli
117, comma 2, lettera e) Cost. e 9 dello Statuto 
    L'art.  12  della  legge  regionale  n.  25/2016,  istituisce  il
Comitato di indirizzo regionale sulle entrate (CIRE). 
    Anche tale  disposizione  e'  da  ritenersi  illegittima  per  le
ragioni indicate nel motivo precedente, in quanto al comma 1 richiama
l'art.  3  (illegittimo  per  quanto  sopra  detto)  ed  inoltre   fa
riferimento  al  servizio  di   riscossione   «dei   tributi   locali
attualmente non riscossi». 
    Cosi' dispone infatti l'art. 12: 
        «1. Successivamente all'acquisizione da parte dell'ASE  delle
competenze in materia di accertamento e riscossione di  cui  all'art.
3, anche nel caso di  attivazione  del  servizio  di  riscossione  di
tributi  regionali  propri  e  dei  tributi  locali  attualmente  non
riscossi, e' istituito  il  Comitato  di  indirizzo  regionale  sulle
entrate (CIRE) quale organo dell'ASE, con i seguenti compiti: 
    a) affiancare il direttore generale  nelle  fasi  deliberative  e
modificative relative allo statuto e agli atti regolamentari ad  esso
conseguenti e collegati; 
    b) elaborare e predisporre proposte e osservazioni  al  direttore
generale in merito alla  redazione  dei  piani  aziendali  annuali  o
pluriennali, dei bilanci e delle scelte strategiche; 
    c) supportare con pareri e consulenze le iniziative  inerenti  il
tema delle entrate». 
    Orbene, il legislatore regionale non ha considerato che i tributi
locali  sono  da  ritenersi  anch'essi  tributi  statali,  in  quanto
istituiti   con   legge   statale   (e,   come   gia'    evidenziato,
indipendentemente dal destinatario del gettito). 
    Anche in questo caso, dunque, risulta violato sia il  piu'  volte
citato art. 9 dello Statuto, sia la competenza esclusiva dello  Stato
(art. 117, comma 2, lettera e), il quale - com'e' noto -  ha  rimesso
esclusivamente all'autonomia dei Comuni alcuni poteri di accertamento
e riscossione dei tributi locali (cfr. art. 52,  decreto  legislativo
n. 446/1997). 
    Sotto tale profilo risulta violato anche  l'art.  119,  comma  2,
Cost. 
3)  Illegittimita'  costituzionale  dell'art.  1,  comma   5,   legge
regionale n. 25/2016 per contrasto con l'art. 117, comma  2,  lettera
e) Cost., con l'art. 2 decreto legislativo n. 114/2016 e  con  l'art.
117 comma 3, Cost. 
    L'art. 1, comma  5,  della  legge  regionale  n.  25/2016,  cosi'
dispone: 
        «Presso l'ASE affluiscono le entrate spettanti alla  Sardegna
ai sensi dell'art. 8 dello Statuto speciale per la Sardegna  e  delle
relative   norme   di   attuazione,   anche   quali    quote    delle
compartecipazioni   al   gettito   erariale   corrisposte    mediante
riversamento diretto, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 2 del
decreto legislativo 9  giugno  2016,  n.  114  (Norme  di  attuazione
dell'art. 8 dello  Statuto  speciale  della  Regione  autonoma  della
Sardegna - legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di
entrate erariali regionali), in riferimento al  riversamento  diretto
del gettito delle entrate erariali. La Giunta regionale, con  propria
deliberazione,  assunta  su  proposta  dell'Assessore  competente  in
materia di entrate, individua le modalita' e i tempi di  riversamento
nelle casse regionali e disciplina i relativi flussi informativi». 
    La  disposizione  e'   illegittima   laddove   attribuisce   alla
competenza  della  Giunta  regionale  «le  modalita'  e  i  tempi  di
riversamento nelle casse regionali». 
    Come si e' gia' evidenziato, il decreto legislativo  n.  114/2016
prevede invece che tali funzioni siano esercitate dallo Stato, e  per
esso  il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  con   decreto
ministeriale emanato d'intesa con la Regione. 
    Tale disciplina (in quanto contenuta in una norma  interposta  di
attuazione dello Statuto),  non  puo'  essere  incisa  da  una  fonte
inferiore (quale e' la legge regionale). 
    Da cio' la violazione delle disposizioni in epigrafe. 
    Un ulteriore  profilo  di  incostituzionalita'  della  norma,  va
ravvisato nella previsione, contenuta nel medesimo art. 1,  comma  5,
secondo cui le entrate spettanti alla Regione ai  sensi  dell'art.  8
dello Statuto, debbono affluire presso l'ASE. 
    Tale  previsione  produrrebbe  anche  l'effetto  di  portare   le
suddette entrate al di fuori della tesoreria unica statale, istituita
con legge n. 720/1984 (recante «Istituzione del sistema di  tesoreria
unica per enti ed organismi pubblici»). 
    Com'e' noto,  anche  la  Regione  Sardegna  e'  ricompresa  nella
tabella A annessa alla legge n. 720/1984  (che  fa  riferimento  alle
«Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano»). 
    Tale legge si colloca nell'ambito dei  principi  fondamentali  di
coordinamento della finanza pubblica, di competenza  dello  Stato  ai
sensi dell'art. 117, comma 3, Cost. (cfr. al riguardo la sentenza  n.
311/2012), disposizione che risulta pertanto violata. 
    Come  ulteriore  conseguenza,  la  norma  suddetta  si  pone   in
contrasto con l'art. 97, comma 1,  Cost.,  ai  sensi  del  quale  «Le
pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento  dell'Unione
europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilita'  del
debito pubblico». 
4)  Illegittimita'  costituzionale  dell'art.  3,  comma   3,   legge
regionale n. 25/2016 per contrasto con articoli 81, comma 4,  e  117,
comma 2, lettera g) Cost. 
    L'art. 3,  comma  3,  della  legge  regionale  n.  25/2016  cosi'
dispone: 
        «Per garantire l'esatta determinazione di quanto spettante  a
titolo di compartecipazione  regionale  alle  quote  erariali,  l'ASE
verifica tempestivamente  la  correttezza  dei  dati  e  dei  calcoli
effettuati dalla struttura di gestione e dagli altri  organi  statali
competenti, anche attraverso un raccordo continuo  con  la  struttura
statale e avvalendosi degli strumenti e dei flussi informativi di cui
agli articoli 6 e 7». 
    La disposizione e' illegittima per violazione dell'art. 81 Cost.,
nella parte in cui prevede che l'ASE operi «un raccordo continuo  con
la struttura statale», allo scopo di verificare l'esattezza dei  dati
e dei calcoli (anche) da questa effettuati allo scopo di  determinare
l'esatto importo dei tributi dei quali la Regione e' compartecipe. 
    Tale previsione e' infatti in grado di provocare un incremento di
attivita' amministrativa sull'apparato statale (ulteriore rispetto  a
quello gia' esistente),  e  quindi  maggiori  oneri,  peraltro  senza
copertura finanziaria. 
    Da cio' deriva il contrasto con l'art. 81, comma 4 (ora comma  3)
Cost., nonche' con l'art. 117, comma 2, lettera g) Cost., che riserva
alla   legislazione   esclusiva   dello   Stato   l'«ordinamento    e
organizzazione amministrativa  dello  Stato  e  degli  enti  pubblici
nazionali». 
    E' evidente infatti, che la previsione di un «raccordo  continuo»
con gli uffici statali viene ad imporre una  necessaria  diversa  (ed
onerosa) regolamentazione in capo a questi ultimi, per effetto di una
fonte (la legge regionale), priva di competenza al riguardo. 

 
                               P.Q.M. 
 
    Si  chiede  che  codesta  ecc.ma  Corte   costituzionale   voglia
dichiarare   costituzionalmente   illegittima   e    conseguentemente
annullare la legge regionale Sardegna 28 ottobre 2016, n. 25,  ed  in
particolare l'art. 1, comma 2 lettera d), l'art. 1 comma 5, l'art.  3
commi 1 e 3 e l'art.  12,  comma  1,  per  i  motivi  illustrati  nel
presente ricorso. 
    Con l'originale notificato del ricorso si depositeranno: 
        1. estratto della delibera  del  Consiglio  dei  ministri  23
dicembre 2016. 
          Roma, 2 gennaio 2017 
 
                  L'Avvocato dello Stato: De Bellis 
 


sabato 14 ottobre 2017

ROSATELLUM BIS

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE DELLA CAMERA E DEL SENATO

Il nuovo sistema elettorale nel testo approvato dalla Camera dei deputati
     (Fonte: Servizio studi Camera dei deputati) - 13 Ottobre 2017

Il testo approvato delinea un sistema elettorale misto.
L'assegnazione di 231 seggi alla Camera (cui si aggiunge 1 collegio in Valle d'Aosta) e di 109 seggi al Senato (cui si aggiungono 1 collegio in Valle d'Aosta e 6 collegi in Trentino-Alto Adige) è effettuata nei collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato.

L'assegnazione dei restanti seggi avviene, nell'ambito di collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento: sono quindi proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio, secondo l'ordine di presentazione.

DISTRIBUZIONE DEI SEGGI
 


(Camera dei deputati)
Alla Camera il territorio nazionale è ripartito in 28 circoscrizioni. Ciascuna circoscrizione è suddivisa in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali.
I 630 seggi della Camera sono assegnati nel modo seguente:
232 in collegi uninominali, di cui:
6 per il Trentino Alto Adige
2 per il Molise
1 per la Valle d'Aosta
386 in collegi plurinominali (circa 65 collegi, da definire con legge delega)
12 nella circoscrizione estero

(Senato della Repubblica)
Al Senato il territorio nazionale è ripartito in 20 circoscrizioni corrispondenti al territorio di ciascuna regione. Ciascuna circoscrizione regionale è suddivisa in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali.
I 315 seggi del Senato sono assegnati nel modo seguente:
116 in collegi uninominali, di cui:
6 per il Trentino Alto Adige
1 per la Valle d'Aosta
193 in collegi plurinominali
6 nella circoscrizione estero

La determinazione dei collegi uninominali – così come quella dei collegi plurinominali  è rimessa ad una delega legislativa da attuare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge, previo parere parlamentare.
I collegi plurinominali sono costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a otto.

Assegnazione seggi nei collegi uninominali
Nei collegi uninominali il seggio è assegnato al candidato che consegue il maggior numero di voti validi; in caso di parità è eletto il più giovane per età.

Assegnazione dei seggi nei collegi plurinominali e soglia di sbarramento

Alla Camera il riparto avviene a livello nazionale, con metodo proporzionale, tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento.
Le soglie di sbarramento sono del 3% a livello nazionale per le liste singole e del 10% a livello nazionale per le coalizioni (e del 3 % per le liste infra-coalizione nel caso in cui la coalizione non avesse raggiunto la soglia del 10%); per le coalizioni non vengono in ogni caso computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell’1%.

Specifiche disposizioni garantiscono le minoranze linguistiche: la soglia prevista è in tal caso pari al 20% a livello regionale o aver eletto almeno due candidati nei collegi uninominali.
Al Senato l'assegnazione dei seggi alle liste è effettuata con metodo proporzionale e avviene a livello regionale.
Accedono al riparto le coalizioni di liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 10% dei voti validi espressi e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3% dei voti validi espressi, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20% dei voti validi espressi nella regione o, per le minoranze linguistiche, aver eletto almeno due candidati nei collegi uninominali.

LISTINI CORTI E BLOCCATI

Sia alla Camera sia al Senato, in ogni collegio plurinominale, ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico.
Il numero dei candidati non può essere inferiore alla metà, con arrotondamento all'unità superiore, dei seggi assegnati al collegio plurinominale e non può essere superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale; in ogni caso, indipendentemente dal numero di seggi assegnato al collegio plurinominale, il numero dei candidati della lista non può essere in ogni caso inferiore a due né superiore a quattro.
Al termine delle operazioni degli uffici elettorali, in cui viene determinato il numero di seggi spettanti alle coalizioni e alle liste, singole e coalizzate, sono proclamati eletti in ciascun collegio plurinominale, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio, secondo l'ordine di presentazione.

LA SCHEDA E IL VOTO

La scheda è unica (una per la Camera e una per il Senato) con cui l'elettore esprime il voto sia per la parte maggioritaria che per la quota proporzionale. La scheda reca il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati – da due a quattro - nel collegio plurinominale.
Si potrà votare:
con un segno su una lista (che vale anche per il candidato corrispondente).

con un segno sul nome di un candidato nell'uninominale. Due le possibilità in questo caso per quanto riguarda la parte proporzionale:
se il candidato è sostenuto da una sola lista, il voto si trasferisce a quella lista;
se il candidato è sostenuto da più liste, il voto viene distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati in quella circoscrizione elettorale;
È previsto espressamente che in caso di doppio segno su un candidato e sulla lista corrispondente il voto rimanga valido.


PLURICANDIDATURE

È previsto che un candidato possa presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali, fino a un massimo di cinque.
Sia alla Camera sia al Senato nessun candidato può essere infatti incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di 5 collegi plurinominali, a pena di nullità.
La candidatura della stessa persona in più di un collegio uninominale è nulla.
Il candidato in un collegio uninominale può essere candidato altresì nei collegi plurinominali, fermo restando il limite di 5.

Non può essere, infine, candidato alla Camera o al Senato il candidato nella circoscrizione Estero.
Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.
Il deputato eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale.

SOTTOSCRIZIONI RICHIESTE PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE

Per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge si prevede l’esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni, per la Camera e per il Senato, per i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere alla data del 15 aprile 2017.
Si prevede inoltre che per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge il numero delle sottoscrizioni per la presentazione di candidature per l'elezione alla Camera dei deputati (almeno 1.500 e non più di 2.000 sottoscrizioni degli elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio plurinominale) sia in ogni caso ridotto alla metà.
Una norma in parte analoga è prevista per il Senato dove è stabilito che il numero delle sottoscrizioni per la presentazione di candidature (le stesse fissate per la Camera, quindi da 1.500 a 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio plurinominale) è ridotto alla metà per le liste che presentano candidati nei collegi plurinominali in tutte le circoscrizioni.

RAPPRESENTANZA DI GENERE

A pena di inammissibilità, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali, sia della Camera sia del Senato, i candidati devono essere collocati secondo un ordine alternato di genere.
Al contempo, alla Camera è previsto che nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unità più prossima.
Inoltre, nel complesso delle liste nei collegi plurinominali presentate da ciascuna lista a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato nella posizione di capolista in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unità più prossima. L'Ufficio centrale nazionale assicura il rispetto di tali prescrizioni.
Al Senato le medesime previsioni sono stabilite a livello regionale e spetta all'Ufficio elettorale regionale assicurare il rispetto delle medesime.

NUOVE NORME PER LA CIRCOSCRIZIONE  ESTERO

In primo luogo, non è più richiesto il requisito della residenza nella ripartizione della circoscrizione Estero per chi intende candidarsi. Al contempo si prevede che gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero.
Gli elettori residenti all'estero possono, a loro volta, essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero.
Infine, si prevede che non possono essere candidati nella circoscrizione Estero gli elettori che ricoprono o che hanno ricoperto nei 5 anni precedenti la data delle elezioni cariche di governo o cariche politiche elettive a qualsiasi livello o incarichi nella magistratura o cariche nelle Forze armate in un paese della circoscrizione Estero.

venerdì 15 settembre 2017

La mia opposizione al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Il 13.09.2017, sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni/opposizioni. in qualità di cittadino e di consigliere comunale in carica, ho ritenuto di presentare la mia formale opposizione.

Poichè le osservazioni, continuano a essere aggiornate, questo è il link su cui si possono trovare tutti i documenti presentati e depositati al ministero dell'Ambiente.


Questo il mio documento, trasmesso il 12.09.2017 via @pec e registrato al protocollo il 13.09.2017:







venerdì 18 agosto 2017

Sulla pedonalizzazione tratto via Roma in Cagliari

Sulla vicenda chiusura al traffico veicolare a Cagliari, tratto via Roma, in questi giorni afosi, circolano barzellette, eccezionali fotomontaggi, vignette, persino dirette video sui social.

Sono andato a cercarmi gli atti amministrativi :

Sul sito: http://www.comune.cagliari.it/portale/viabilita/at16_notizie_dett?contentId=NWS198877 si rinviene una sintesi dell'ordinanza con la viabilità alternativa.

Si ordina:
L'istituzione, ai sensi degli articoli 3 e 7 del D.Lgs. 30/04/1992 n. 285 e secondo quanto indicato nella Deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017, della pedonalizzazione totale, temporanea e sperimentale della Via Roma, carreggiata lato portici, nel tratto compreso tra la Via Lepanto e il Largo Carlo Felice, nel periodo dal 11 agosto 2017 fino al 17 settembre 2017, tutti i giorni della settimana, nella fascia oraria 0 – 24;

Attenzione,  la delibera della GIUNTA COMUNALE n. 78/2017 del 15.05.2017 ha per
Oggetto: Indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali. In pratica, ha un altro oggetto ed è finalizzata ad altri obbiettivi, i cui contenuti ineriscono tutt’altra materia;

Solo in data 07/08/2017, è stata adottata dalla GIUNTA COMUNALE la Deliberazione n. 119/2017 - avente per Oggetto: Istituzione pedonalizzazione temporanea sperimentale della via Roma periodo 11 agosto - 17 settembre 2017 -
omissis…
Con tale atto, viene richiamata la n. 78/2017 del 15.05.2017, ma, parrebbe, esclusivamente per gli aspetti regolamentari in materia acustica.
 
- richiamata la deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017 del 15.05.2017 con la quale sono stati approvati gli indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali, che prevedono il rispetto delle disposizioni regolamentari in materia acustica;
omissis…

La suddetta delibera n. 119/2017, da atto, che il proponente, intende partecipare alla settimana europea della mobilità sostenibile, edizione 2017, che si terrà dal 16 al 22 settembre…
 
il periodo scelto per la pedonalizzazione coincide con la settimana europea della mobilità sostenibile, edizione 2017, che si terrà dal 16 al 22 settembre, alla quale il Comune parteciperà anche con la chiusura al traffico della via Roma;
 
(NdR) in ordine alla partecipazione alla manifestazione, è iscritta la Città Metropolitana di Cagliari www.mobilityweek.eu/2017-participants/?year=2017&ci=8aL97Zss

la prima ordinanza, poi seguita da diverse integrazioni e rettifiche è la seguente:
ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 1990 DEL 09/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA DI VIABILITA' ISTITUZIONE PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…

Però,  poi… il giorno dopo, si interviene a rettificare la precedente ordinanza, inserendo quanto indicato nella Deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017, che tuttavia non ha come oggetto ne dispositivo la “Istituzione PEDONALIZZAZIONE totale, temporanea e sperimentale della Via Roma, carreggiata lato portici, nel tratto compreso tra la Via Lepanto e il Largo Carlo Felice, nel periodo dal 11 agosto 2017 fino al 17 settembre 2017, tutti i giorni della settimana, nella fascia oraria 0 – 24:” - ma  - “Indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali”.
eccola:

ORDINANZA DIRIGENZIALE 2015 DEL 10/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA DI VIABILITA' ISTITUZIONE PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
ORDINA
ad integrazione e rettifica (le rettifiche ed integrazioni sono indicati in grassetto) dell'Ordinanza Dirigenziale n. 1990/2017 del 9/8/2017, di cui si riporta il testo completo, nel periodo dal 11 agosto 2017 e fino al 17 settembre 2017:
· L'istituzione, ai sensi degli articoli 3 e 7 del D.Lgs. 30/04/1992 n. 285 e secondo quanto indicato nella Deliberazione della Giunta comunale n. 78/2017, della PEDONALIZZAZIONE totale, temporanea e sperimentale della Via Roma, carreggiata lato portici, nel tratto compreso tra la Via Lepanto e il Largo Carlo Felice, nel periodo dal 11 agosto 2017 fino al 17 settembre 2017, tutti i giorni della settimana, nella fascia oraria 0 – 24:
- di stabilire il divieto della circolazione e della sosta di tutte le categorie di veicoli, con l'esclusione di quelli in servizio di emergenza, i velocipedi (biciclette) ed i veicoli al servizi dei disabili o invalidi;
di riservare le ulteriori aree di sosta per i residenti del quartiere Marina ubicati nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita;
- di consentire nel tratto compreso tra la Piazza Amendola e la Via Lepanto il transito dei veicoli dei residenti nella ZTL quartiere Marina, o per accedere alla via Lepanto e per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati, per gli operatori commerciali e loro fornitori, per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta.
Altresì si ordina:
- l'istituzione del SENSO UNICO di circolazione nella Via Camillo Benso Conte di Cavour, nel tratto compreso tra la Via S. Eulalia e la Via Porcile nella medesima direzione;
la revoca, nella Via Porcile della direzione obbligatoria a destra nella Via Roma.
· L'istituzione delle seguenti variazioni alla viabilità esistente e direzioni obbligatorie:
- Viale Bonaria: direzione obbligatoria di svolta a destra in direzione Viale Regina Margherita;
- Via XX Settembre: svolta obbligatoria a destra in direzione Viale Regina Margherita eccetto direzione Via Roma corsia preferenziale per gli autobus del CTM, via Roma lato portici per i veicoli dei residenti nella ZTL del quartiere Marina, per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati e gli operatori commerciali e loro fornitori, per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta;
- Viale Diaz: svolta obbligatoria a destra in direzione Viale Regina Margherita eccetto direzione vai diritto in Via Roma corsia preferenziale per gli autobus del CTM, direzione vai diritto Via Roma lato portici per i veicoli dei residenti nella ZTL del quartiere Marina, per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati e gli operatori commerciali e loro fornitori, per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta;
- di consentire nel tratto compreso tra la Piazza Amendola e la Via Lepanto il transito dei ciclomotori e motocicli, di cui all'art. 3 del CdS, per accedere aalle zone di sosta riservati a queste categorie di veicoli ubicate in prossimità della Piazza Anselmo Contu e della via Lepanto, mentre sarà vietato l'accesso ai quadricili a motore;
- Via Roma – Largo Carlo Felice: direzione obbligatoria vai diritto verso Via Molo S. Agostino, svolta a destra in direzione Via Roma lato Municipio e divieto di svolta a sinistra in direzione Via Roma lato portici e in direzione Viale New York – 11 settembre 2001;
- Traversa I^ La Playa: direzione obbligatoria a sinistra in direzione Via Molo S. Agostino;
- Viale Regina Margherita: Divieto di sosta, lato INPS, 0 - 24 con rimozione forzata nel tratto da Piazza Deffenu per i successivi 100 m, con la soppressione temporanea dei parcheggi presenti nel tratto considerato;
- Via del Mercato Vecchio: svolta obbligatoria a sinistra in direzione Via Baylle;
AD INTEGRAZIONE:
- Viale Regina Margherita: Direzione obbligatoria vai diritto in direzione Viale Diaz, eccetto svolta a destra in direzione Via Roma lato portici per i veicoli dei residenti nella ZTL del quartiere Marina, per l'accesso alle aree di sosta a loro riservate nella Via Roma Corsia Centrale, nella Piazza Anselmo Contu e nel tratto compreso tra la Via Roma e le scalette di Viale Regina Margherita, per gli autorizzati, per gli operatori commerciali e loro fornitori,
per le sole operazioni di carico e scarico merci da effettuarsi nelle apposite aree di sosta;
La segnaletica in attuazione della presente Ordinanza sarà posta in opera a cura e spese di:
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI – SEDE
 
A questo punto sorge un po' di confusione, è il numero della delibera della Giunta che viene citato e richiamato che non va bene, oppure  è sbagliato l’oggetto, oppure entrambi?

Ed ancora… si interviene il giorno dopo del giorno dopo…
 
ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2026 DEL 11/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA DI VIABILITA' ISTITUZIONE PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017 e n. 2015/2017 del 10/08/2017;
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis …
 
Ed ancora…. altre 3 singole distinte ordinanze emanate nello stesso giorno…
 
1) ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2028 DEL 16/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: INTEGRAZIONE ORDINANZA ISTITUZIONE SENSO UNICO IN SEGUITO ALLA PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017, n. 2015/2017 del 10/08/2017 e n. 2026/2017 del 11/08/2017;
CONSIDERATO che occorre consentire ai veicoli in transito nel primo tratto della Via Sardegna di poter uscire dal quartiere della Marina senza dover necessariamente percorrere un lungo tratto della Via Sardegna fino alla Via Lepanto;
ATTESO che con l'inversione del senso di marcia del tratto della Via Baylle compreso tra la Via Sardegna e la Via Mercato Vecchio si consente ai veicoli in transito nel primo tratto della Via Sardegna di poter raggiungere il Largo Carlo Felice dopo aver percorso la Via Baylle e la Via Dettori;
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…
 
2) ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2030 DEL 16/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO: ORDINANZA PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI - VIA PIRASTU E VIA CAMPIDANO - PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017, n. 2015/2017 del 10/08/2017, n. 2026/2017 del 11/08/2017 e n. 2028 del 16/08/2017;
CONSIDERATO che occorre modificare la viabilità nella zona al contorno della Via Roma al fine di favorire le manovre in direzione Viale New York 11 settembre 2001 (Via Roma lato mare);
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…
e poi…
 
3) ORDINANZA DIRIGENZIALE N. 2031 DEL 16/08/2017
SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI
OGGETTO:  ORDINANZA PEDONALIZZAZIONE TEMPORANEA SPERIMENTALE DELLA VIA ROMA LATO PORTICI - PIAZZA DEFFENU - PERIODO 11 AGOSTO 17 SETTEMBRE 2017; RICHIEDENTE SERVIZIO MOBILITA', INFRASTRUTTURE VIARIE E RETI - SEDE
IL DIRIGENTE
VISTE le Ordinanze Dirigenziali n. 1990/2017 del 9/8/2017, n. 2015/2017 del 10/08/2017, n. 2026/2017 del 11/08/2017, n. 2028 del 16/08/2017 e n. 2030 del 16/08/2017;
CONSIDERATO che per garantire la sicurezza durante le manovre di attraversamento dell'incrocio i veicoli in manovra di svolta a destra nella Piazza Deffenu in direzione Piazza Amendola è prudente che osservino il segnale di dare precedenza ai veicoli provenienti dalla corsia riservata ai bus e taxi e ai veicoli provenienti dalla Via Roma lato portici;
VISTA la Deliberazione della Giunta Comunale n. 119/2017 del 7 agosto 2017;
omissis…
 
C’è un passaggio che verosimilmente potrebbe viziare l’intera procedura?

Mi sbilancio per il si!
 
Tutte le ordinanze successive alla n. 2015 DEL 10/08/2017, la quale ha rettificato la n. 1190 del 09/08/2017 (si leggano le parti in neretto), non intervengono in nessun punto a modificare l’errato presupposto dell’atto citato, ne correggono il numero, ne tantomeno l’oggetto.
 
Ne consegue che la n.1190, per effetto della successiva rettifica, richiama come presupposto obbligatorio essenziale, una delibera sbagliata, ovvero un atto distinto e diverso, poiché tratta di “ Indirizzi per le concessioni di suolo pubblico di pertinenza dei pubblici esercizi e attività commerciali” e non, come invece necessita obbligatoriamente, di un atto che attesti la volontà dell’organo esecutivo, sulla “Istituzione pedonalizzazione temporanea sperimentale della via Roma periodo 11 agosto - 17 settembre 2017 “
 
Mi incuriosisce capire se a Cagliari, c’è qualcuno che ha un interesse concreto a contestare la procedura, ovvero, se tutto verrà corretto e sanato tra un tuffo e l'altro.

mercoledì 19 luglio 2017

CR: debitucci fuori bilancio


Arriverà a breve in discussione in Consiglio Regionale, il DL 439 della GIUNTA REGIONALE, avente ad oggetto: - Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche ed integrazioni.

Tra gli allegati, non troverete un prospetto sintetico e riepilogativo dei debiti, che per legge, devono essere riconosciuti e liquidati agli aventi titolo.

Dovete munirvi di carta e matita e di calcolatrice e fare la somma di tutte le singole voci dei 4 articoli che costituiscono il debito, al netto delle Variazioni al bilancio previsionale pluriennale 2017/2019.

Non è veloce ne semplice, ad un calcolo prudenziale, la RAS deve riconoscere qualcosa come 110 milioni di €. circa, per debiti maturati prevalentemente nel 2016 (leggere la relazione).

Tutto ciò al netto del disavanzo in materia di sanità, il cui ammontare verrà reso noto solo a fine anno.

Questo il testo del DL:

Questi gli allegati:


lunedì 3 luglio 2017

MOGORO: SULLA TENTATA E MANCATA USCITA DA SA CORONA ARRUBIA


Sulla vicenda relativa alla volontà politica della maggioranza, di recedere dal Consorzio Sa Corona Arrubia, avevo già scritto - http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/12/sull-itc-e-recesso-da-sa-corona-arrubia.html


Come minoranza, in aula, abbiamo rappresentato al Consiglio Comunale, il nostro voto contrario con una dichiarazione specifica a verbale, leggi la delibera n. 48 del 20.12.2016 - http://www.comune.mogoro.or.it/wp-content/uploads/2017/01/CC048-2016.pdf -



Poi, come sempre accade, con il tempo la verità viene a galla.


Ed allora, si scopre, che il recesso dal Consorzio Turistico da parte del Comune di Mogoro, non era dettato come dichiarato dal sindaco - “da esigenze strategiche dell'Ente”, ma solo ed esclusivamente, da esigenze legate a logiche della nomina del proponente il recesso, al vertice di un Ente strumentale regionale, cioè l'ARST - Azienda Regione Sarda Trasporti.



Viene in soccorso, anche per capire meglio la vicenda, l'articolo apparso il 29 dicembre 2016 su Sardiniapost.it - http://www.sardiniapost.it/politica/arst-franco-marras-amministratore-unico-incompatibili-i-candidati-soriani/ - che per correttezza, riporto per intero:
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“ Franco Marras è il nuovo amministratore unico dell’Arst, la spa regionale del trasporto pubblico. La sua nomina è arrivata nel tardo pomeriggio a chiudere una giornata segnata dalle sorprese: perché, alla fine, si sono rivelati incompatibili tutti i candidati del Pd proposti dalla componente di Renato Soru, cui sarebbe spettata la casella nel risiko dei posti di sottogoverno interni al centrosinistra.


Il nome di Marras, capo di gabinetto dell’assessorato ai Trasporti, è spuntato come figura di garanzia, viste le incompatibilità scattate con la legge Severino. Ostacoli non calcolati dalla politica, ma la giunta di Francesco Pigliaru aveva l’obbligo di scegliere entro oggi il nuovo amministratore unico: l’uscente dell’Udc, Giovanni Caria, era già in proroga dal 1° ottobre, riconfermarlo ancora dopo sei anni di mandato avrebbe creato più di un malumore in maggioranza.


L’ultimo candidato soriano risultato incompatibile per via della legge Severino è stato Sandro Broccia, assessore ai Trasporti ai tempi della giunta Soru nonché attuale sindaco di Mogoro. A sbarrare la strada alla nomina di Broccia il fatto che il primo cittadino sia componente del consorzio Sa “Corona Arrubia”: raccoglie un bacino di oltre 15mila abitanti, quindi si tratta di un ruolo pesante e non sovrapponibile, stando al decreto anti-corruzione, con l’amministrazione di una spa pubblica. Tra i due incarichi è richiesta una pausa di almeno dodici  mesi.


Lo stesso è successo con Mauro Coni, ingegnere trasportista, altro soriano di ferro. A stoppare la corsa di Coni verso l’Arst il posto da assessore nell’Esecutivo di Massimo Zedda a Cagliari. Così sino allo scorso giugno.


Ad avvantaggiare Marras, che nel Pd appartiene alla’area popolare-riformista di Cabras-Fadda, è stato anche un cambio di rotta improvviso all’interno della stessa corrente Soru. Perché sino a ieri sera per l’Arst, al posto di Coni, era stato indicato Italo Meloni, anche lui ingegnere trasportista. Poi al suo nome è stato preferito quello di Broccia. Ma quando per il sindaco di Mogoro è spuntata l’incompatibilità, Meloni non si è più reso disponibile.


Con la nomina all’Arst, Marras lascia il posto da capo di gabinetto. Andrà a gestire un bilancio da oltre 156 milioni di euro e una pianta organica da circa duemila dipendenti. Il nuovo amministratore unico ha ottenuto anche la ‘benedizione’ di Gianni Dal Moro, il garante del Pd che solo nel tardo pomeriggio, dopo le incompatibilità di Coni e Broccia, è stato informato su quanto stava succedendo nella spa regionale.


È invece filata liscia la nomina di Maria Giovanna Porcu ad amministratore unico di Area, l’agenzia regionale per l’edilizia abitativa: la Porcu, in quota Partito dei Sardi, è il commissario uscente alla Asl di Oristano.

Al. Car.

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Come si è evoluta quindi la vicenda?

Nessuno sviluppo. Tutto come prima. Il Consorzio non ha mai preso atto entro il mese di giugno 2017, del recesso deliberato a dicembre 2016 a maggioranza, dal Comune di Mogoro.

Non lo hanno fatto, così come prescrive obbligatoriamente l'art. 4 della convenzione e lo Statuto Consortile, neppure i singoli comuni aderenti allo stesso Consorzio.

Si rifletta, sulla norma che prevede, inoltre, che in caso di contrarietà, anche di uno solo dei comuni facenti parte del Consorzio, il recesso è nullo e inefficace, pertanto ad oggi, il Comune di Mogoro è ancora parte integrante del Consorzio Sa Corona Arrubia a pieno titolo.

Conclusioni: Ne discende, che il sindaco di Mogoro, alla luce di quanto sopra, ha proposto al consiglio comunale, che si doveva uscire dopo 17 anni dal Consorzio, per motivi legati ad “esigenze strategiche dell'Ente”, omettendo di riferire allo stesso Consiglio, piuttosto, ed è ormai del tutto chiaro, che i veri motivi, erano legati esclusivamente alla rimozione delle cause di incompatibilità ed inconferibilità inerenti la sua personale nomina all'ARST, carica che nella fattispecie non ha potuto avere, per effetto della legge n. 39/2013 sull'anti-corruzione, nota come Legge Severino. 
  

sabato 17 giugno 2017

Elezioni Regionali con parità di genere? Chissa!

 
Ancora, in ordine alla rappresentanza del genere femminile in politica, dopo quelle di Oristano 2017 - (*previsione antecedente il turno di ballottaggio e degli eventuali apparentamenti) http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2017/06/appunti-2-sulle-elezioni-comunali-di.html, riporto le risultanze dell’analisi da me effettuata sulle amministrative della città di Cagliari per le comunali 2016.  Mi proponevo, di verificare se nella città capoluogo, notoriamente più aperta e incline alla parità di genere, anche in seno agli organi amministrativi pubblici e privati, tali principi, trovino plastica affermazione, anche dentro il Comune più numeroso della Sardegna.

In dettaglio, erano presenti ben 34 liste, con un totale di 1054 candidati a consigliere comunale, di questi il numero di aspiranti consigliere di sesso femminile era di n. 443.

Di queste 34 liste, ai fatti, solo 6, hanno eletto delle proprie rappresentanti.
il PD su 10 ne ha eletto 4
SEL su 4 ne ha eletto 1
il PSdAz su 4 ne ha eletto 2
Forza CA su1 ne ha eletto 1
il M5S 1 ha eletto la candidata a sindaco

In totale n. 8 consigliere elette con la preferenza scritta nella scheda, al netto della n.1 candidata sindaco del M5S, che entra di diritto avendo raggiunto il quorum.

Pertanto un totale di n. 9 donne su 34 consiglieri pari al 26,47% dell’assemblea.
E n. 8 consigliere femmine su 443 candidate alla carica - 8 x 100 : 443 = 1,80%

ad Oristano nel 2017 in Consiglio 5 su 25 pari al (20%)
a Cagliari nel 2016 in consiglio 9 su 34 pari al (26,47%)
ad Oristano nel 2017 elette n. 2 su 200 candidate pari all’ (1%)
a Cagliari nel 2016 elette 8 su 443 candidate pari all’ (1,8%)


In attesa che in Consiglio Regionale, si determini una volontà politica di recepimento nella legge elettorale statutaria della doppia preferenza, oppure delle liste bloccate ed intervallate uomo - donna, o dei collegi uninominali, questa che segue è la normativa in campo.

Nell’ordinamento italiano ( fonte: governo.it) sono presenti diverse norme, sia nazionali che regionali, rivolte alla promozione della partecipazione delle donne alla politica e all’accesso alle cariche elettive.
Si tratta di disposizioni emanate in attuazione degli articoli 51, primo comma, e 117, settimo comma, della Costituzione.

L’art. 51 Cost. afferma la parità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive tra uomini e donne e prevede che la Repubblica promuova con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. Quest’ultimo periodo è stato inserito dalla legge costituzionale n. 1 del 2003.


L’articolo 117, settimo comma (introdotto dalla legge costituzionale n. 3/2001), afferma che «le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive»
Legge elettorale della Camera dei Deputati

Il testo di legge costituzionale, approvato in via definitiva dal Parlamento il 12 aprile 2016 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016 n. 88, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» ha inserito alcune disposizioni in tema di parità di genere.

All’art. 55 Cost. è stato introdotto il seguente principio: “Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza” e all’art. 122 Cost., inoltre, è stato stabilito che la legislazione statale definisce i principi fondamentali per promuovere a livello regionale l’equilibrio di rappresentanza di genere.
Il testo è stato bocciato nella sua interezza al referendum Costituzionale, tenutosi il 04 dicembre 2016.

In materia elettorale, la nuova legge elettorale (legge 6 maggio 2015, n.52) che (forse) si sarebbe dovuta applicare dal 1 luglio 2016, detta alcune norme in favore della rappresentanza di genere per le elezioni della Camera, modificando l’articolo 18-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. Viene previsto che, a pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore al 50% e che, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali, i candidati siano collocati in un ordine alternato di genere. Inoltre, sempre a pena di inammissibilità della lista, i candidati capolista dello stesso sesso non possono superare il 60% del totale in ogni circoscrizione (art. 2, comma 10, lett. c).

Rappresentanza di genere nelle Regioni e negli enti locali

Con la Legge n. 20 del 15 febbraio 2016, (GU n. 46 del 25 febbraio 2016), "Modifica all'articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, recante disposizioni volte a garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali", si prevede che le regioni a statuto ordinario, nel disciplinare con legge il proprio sistema elettorale, promuovano le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure specifiche a seconda dei diversi sistemi elettorali regionali, quali: le quote di lista, l'espressione della cd. «doppia preferenza» e l'alternanza di genere. 


Con le modifiche introdotte, la legge statale non si limita pertanto a prevedere tra i principi, come disposto dalla legge 23 novembre 2012, n. 215, la "promozione della parità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l'accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive", ma indica anche specifiche misure promozionali, declinandole sulla base dei diversi sistemi elettorali per la scelta della rappresentanza dei consigli regionali.

Il testo prevede tre ipotesi con riferimento:
alle liste con preferenze,
alle liste bloccate
ai collegi uninominali.
In particolare, per i sistemi elettorali che prevedono preferenze, sono contemplati due meccanismi per promuovere la rappresentanza di genere:
quota di lista del 40 per cento (in ciascuna lista i candidati di uno stesso sesso non devono eccedere il 60 per cento del totale);
b) preferenza di genere (deve essere assicurata l'espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso. In caso contrario, le preferenze successive alla prima sono annullate).

Invece, in caso di liste “bloccate”, deve essere prevista l'alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale.

Nell’ipotesi di collegi uninominali, nell'ambito delle candidature presentate con il medesimo simbolo, i candidati di un sesso non devono eccedere il 60 per cento del totale.

La legge non prevede sanzioni applicabili in caso di inosservanza delle disposizioni volte a garantire la rappresentanza di genere.

I principi dettati dalla legge non risultano applicabili nelle regioni a statuto speciale, per le quali vale quanto stabilito dalla legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che ha modificato gli statuti speciali della regione Siciliana, della Valle d'Aosta, della Sardegna, del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige, attribuendo a ciascuna regione la competenza legislativa sul proprio sistema di elezione dei consiglieri, del Presidente e degli altri componenti della Giunta, nonché la disciplina dei casi di ineleggibilità e incompatibilità, senza il limite dei principi stabiliti con legge statale (come previsto per le regioni a statuto ordinario).


Per gli enti locali, rilevante è stata l’approvazione nella XVI legislatura della legge 23 novembre 2012, n. 215, recante disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali (Consigli comunali, Consigli circoscrizionali, Comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti; Giunte comunali e provinciali) e nei Consigli regionali.


Tale legge, in riferimento alla rappresentanza a livello regionale, come già sottolineato, fissava unicamente un principio secondo il quale le leggi regionali che disciplinano il sistema di elezione del Presidente della giunta regionale e dei consiglieri regionali, promuovano “la parità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l'accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive”.


La stessa legge n. 215 del 2012 prevede, per i Consigli dei Comuni sopra i 5.000 abitanti, un duplice strumento: la quota di lista e la preferenza di genere. La prima comporta che nessuno dei due generi possa figurare nelle liste di candidati alla carica di consigliere comunale in misura superiore ai due terzi del totale dei candidati; la seconda permette all’elettore di esprimere due preferenze (anziché una, com’era secondo la normativa previgente), che devono però riferirsi a due candidati di genere diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza.


Per tutti i comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti è comunque stabilito che nelle liste dei candidati sia assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi. Tale norma ha particolare rilievo per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (ai quali, come visto, non si applica la quota di lista). Le disposizioni esaminate per l’elezione dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 15.000 si applicano anche ai consigli circoscrizionali. Per la composizione delle Giunte, la legge n. 215 si è limitata a prevedere che essa rispetti “il principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”.


La questione delle c.d. quote rosa in seno agli organi amministrativi degli enti pubblici è stata regolamentata anche dall' art. 1, comma 137 della L. 7 aprile 2014, n. 56, “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, per il quale "Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico".


Peraltro, già prima dell'entrata in vigore dell' art. 1, comma 137, L. n. 56 del 2014, la giurisprudenza amministrativa aveva avuto modi di affermare che: "E' illegittimo, per violazione del principio delle pari opportunità, contenuto negli art. 3 e 51 della Costituzione e 23 della carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, nonché degli artt. 6, comma 3 e 46, comma 2, TUEL, nel testo risultante dalla L. n. 215 del 2012 , il decreto di nomina degli assessori ­ tutti di sesso maschile - della Giunta municipale" (cfr: Cons. St., sez. V, 18 dicembre 2013, n. 6073 sul Comune di Santa Cesarea Terme c. Cretì e altri ).

Elezioni europee

Per le elezioni del Parlamento europeo, la legge 22 aprile 2014, n.65, ha introdotto anche nella legge elettorale europea disposizioni volte a rafforzare la rappresentanza di genere. In particolare, si è prevista una norma transitoria per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014, secondo la quale, nel caso in cui l’elettore esprima tre preferenze per candidati dello stesso genere, la terza debba essere annullata. Si prevede poi che, a partire dal 2019, in ogni lista, i candidati dello stesso sesso non potranno eccedere la metà.