mercoledì 29 marzo 2017

EE.LL: Permesso intera giornata al consigliere comunale - passa emendamento proposto dall'On.le Giovanni Satta

Modificato rispetto al testo base, a seguito del dibattito in aula, ma salvo nella sua sostanza essenziale, passa con 42 voti a favore e 2 soli contrari, l'emendamento alla Finanziaria regionale 2017 (DL. 393/S/A), su proposta dell'Onorevole Giovanni Satta (Gruppo Misto), in ordine al ripristino del diritto per i consiglieri comunali e degli EE.LL. della Sardegna, ad avere il permesso retribuito, per l'intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli comunali, e non più limitatamente alle ore necessarie per raggiungere e partecipare ai lavori delle assemblee elettive.
Sulla questione, era già stata depositata, una analoga e specifica proposta di Legge, da parte dei Consiglieri regionali CARTA Angelo - ORRÙ, l'8 luglio 2016, mai arrivata all'attenzione dell'aula, norma,  peraltro molto attesa da tutti i consiglieri comunali, di fatto impossibilitati, sulla base di una interpretazione restrittiva della Direzione Generale dell'Assessorato agli EE.LL., a disporre del tempo necessario per poter svolgere in maniera ottimale l'esercizio del proprio mandato.

Questo è il testo dell'emendamento n° 116, rubricato a pag. 62, rimesso alla volontà dell'aula.

Questo il testo (stralcio) della discussione svolta in aula, con gli interventi dei consiglieri, come da resoconto consiliare - Seduta n.225 del 28/03/2017  - CCXXV Seduta - Martedì 28 marzo 2017(POMERIDIANA) - La seduta è aperta alle ore 16 e 33.
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Passiamo all'emendamento numero 116. Per questo emendamento ci si rimette all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Può essere accettato a patto che… l'abbiamo rivisto anche con i funzionari e propongo, se i Gruppi sono d'accordo, un emendamento orale di cui do lettura. L'abbiamo anche distribuito, perché è di una certa complessità. Ne do lettura: "Dopo il comma 3 dell'articolo 2 è aggiunto il seguente: 3 bis. Negli enti locali della Sardegna, anche in seguito all'entrata in vigore delle leggi regionali numero 2 e numero 7 del 2000 e 16, l'interpretazione autentica dell'articolo 2, comma 1, della legge regionale numero 4 del 2012 è da intendersi nel senso che sull'intero territorio regionale è esclusa l'applicazione del comma 21 dell'articolo 16 del decreto legislativo numero 138 del 2011 e successive modificazioni, ed è di conseguenza consentito ai componenti degli organi elettivi di usufruire del permesso retribuito per l'intera giornata in cui sono convocati i rispettivi organi; gli oneri inerenti ai permessi retribuiti per i consiglieri degli enti locali gravano sul fondo unico di cui all'articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, numero 2.". Quindi è riferito a tutto il sistema degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto) (…) l'abbiamo capito, quindi mi fa piacere che anche il Presidente della Commissione abbia capito il senso. Oggi gli amministratori locali hanno difficoltà anche a candidarsi, soprattutto nei piccoli centri, quindi molte volte chi lavora fuori dice: "Mi devo pure perdere la giornata, non percepisco un euro, sono messo alla berlina dai cittadini", anche perché gli strumenti a disposizione per far bene purtroppo non ci sono, per cui credo sia un atto dovuto nei confronti di tutti gli amministratori che devono avere questa possibilità di vedersi rimborsata almeno la giornata lavorativa, per prepararsi, per esempio, quando si parla di bilancio non è che possono guardarlo in mezz'ora, quindi devono anche studiarsi le cose e andare poi in Consiglio per votare come meglio credono.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avevamo già apprezzato insieme all'assessore Erriu il testo dell'emendamento proposto dall'onorevole Satta, e nella formulazione adesso presentata con l'emendamento orale mi sembra che sia scritto con ulteriore precisione, quindi esprimiamo parere favorevole.

PRESIDENTE. Chiedo quindi all'Aula se è accettato e se ci sono osservazioni sull'emendamento orale.
Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non ci sono osservazioni e sul merito siamo assolutamente d'accordo, tant'è che lo sosterremo anche. Pongo solo un problema, anzi, due ordini di problemi. Uno, che mi pare questa sia una norma che in realtà non interpreta ma sta creando ex novo una disposizione; un conto è la norma interpretativa, altro conto è invece introdurre nel nostro ordinamento una ipotesi che è del tutto nuova rispetto al testo che richiamate in questo emendamento orale. La seconda questione è che deroga ad una disposizione di un decreto legge, quindi sicuramente avrete valutato la compatibilità e la coerenza perché sia poi una norma che possa reggere anche al vaglio di un ipotetico giudizio di non perfetta costituzionalità e di coerenza col sistema. Questo mi permetto di rilevare, ad evitare che creiamo un'aspettativa inutile. Beninteso, tutti d'accordo, noi siamo d'accordo per sostenerla, perché mi pare che la ratio, quella indicata dal collega Satta, sia assolutamente di buon senso, perché tutti devono essere messi nella condizione di poter svolgere un mandato elettivo e non per questo perdere anche quello che è il sacrosanto diritto alla retribuzione per l'ora, le ore o la giornata che si dedica allo svolgimento del mandato elettivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per condividere in questo caso, e solo in questo caso, il giudizio dell'onorevole Pittalis, in particolare riguardo al fatto che non si tratterebbe, ad onor del vero, di una interpretazione autentica, perché non è stato motivo di dibattito all'interno della legge numero 2 l'argomento che oggi ci troviamo a trattare. E' senz'altro argomento meritevole di attenzione, è stato anche oggetto dei lavori della Commissione che, ad onor del vero, non aveva trovato una soluzione per bypassare il fatto che una norma statale invece imponesse un comportamento diverso. Dal giudizio dei colleghi che sono intervenuti in quell'occasione, non era certo il fatto che si potesse con norma regionale soprassedere rispetto a un decreto legge che in questo caso, almeno a mio giudizio, avrebbe anche valore per gli enti locali della Regione Sardegna. È chiaro che ci fidiamo anche di chi ha preparato l'emendamento e di chi quindi sosterrà poi in giudizio la tesi della Regione, credo però, e chiudo, che il riferimento al fondo unico debba essere ulteriormente verificato, che il fondo unico è un fondo indistinto per eccellenza, inserire in questo caso un vincolo al fondo unico, a mio giudizio è qualcosa che va ulteriormente verificato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica

ERRIU CHRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sia sull'emendamento dell'onorevole Satta che su questo riformulato, che contiene l'elemento aggiuntivo di far gravare sul fondo unico le spese derivanti e gli oneri derivanti dall'applicazione della norma, su cui l'alea della possibile impugnazione, credo che sia chiaro a tutti, io quando si parlava dell'emendamento e se ne è discusso, che faceva seguito a moltissime richieste che pervengono da parte dei consiglieri comunali, dei sindaci e delle autonomie locali, quali ritengono sacrosanta l'applicazione di un principio che consenta l'esercizio democratico della lettura, dell'approfondimento e dei tempi necessari per lo svolgimento delle attività politiche. Tuttavia il disegno di legge numero 138 è una norma di coordinamento di finanza pubblica e i profili applicativi sono molto stringenti, dipende dall'interpretazione che ne verrà data. Noi possiamo sostenere i contenuti e le finalità, e quando io ho suggerito di rimettersi alla volontà dell'Aula, intendevo dire che ci deve essere la consapevolezza che si tratta di una norma che va sostenuta, ma che è a rischio di impugnazione. Questo credo debba essere chiaro a tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Non è per contraddire il presidente Agus però l'argomento in realtà lo abbiamo trattato in sede di discussione della legge 2 e lo abbiamo risolto ponendo in capo al Consiglio la futura approvazione di un regolamento di attuazione, in questo casi della previsione costituzionale dell'articolo 51 della Costituzione, cioè la possibilità di svolgere un mandato elettivo. Nel merito io penso che questa proposta sia giusta, all'interno della nostra legislazione dovrebbe entrarci tramite quel regolamento se vogliamo stare dentro il sistema già disegnato. Questo lo dico per dire che quella legge ha previsto questo caso, ha individuato una strada, se noi introduciamo questa norma abbiamo forse qualche problema, quelli che ha detto giustamente il presidente Pittalis, io penso nel merito che comunque si debba fare, quindi se l'Aula è concorde direi che è un vulnus al sistema che possiamo accettare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Potremmo ulteriormente modificarlo senza superare però i pericoli di un'impugnazione del Governo, potremmo dopo "numero 7 del 2016" cancellare "interpretazione autentica" e scrivere: "si applica l'articolo 2, comma 1, della legge regionale 4 del 2012" va via tutta la parte "da intendersi nel senso…" eccetera, eccetera e si riprende "e si applica l'articolo 2, comma 1 della legge regionale numero 4 del 2012", di conseguenza, "consentito ai componenti degli organi elettivi…" e così via. Mi sembra più chiaro, non interpretiamo ciò che non ci compete e mi pare possa andare meglio.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono osservazioni a questa modifica proposta, metto in votazione l'emendamento così emendato.

Votazione nominale


(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
(Il Consiglio approva).

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