lunedì 3 luglio 2017

MOGORO: SULLA TENTATA E MANCATA USCITA DA SA CORONA ARRUBIA


Sulla vicenda relativa alla volontà politica della maggioranza, di recedere dal Consorzio Sa Corona Arrubia, avevo già scritto - http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/12/sull-itc-e-recesso-da-sa-corona-arrubia.html


Come minoranza, in aula, abbiamo rappresentato al Consiglio Comunale, il nostro voto contrario con una dichiarazione specifica a verbale, leggi la delibera n. 48 del 20.12.2016 - http://www.comune.mogoro.or.it/wp-content/uploads/2017/01/CC048-2016.pdf -



Poi, come sempre accade, con il tempo la verità viene a galla.


Ed allora, si scopre, che il recesso dal Consorzio Turistico da parte del Comune di Mogoro, non era dettato come dichiarato dal sindaco - “da esigenze strategiche dell'Ente”, ma solo ed esclusivamente, da esigenze legate a logiche della nomina del proponente il recesso, al vertice di un Ente strumentale regionale, cioè l'ARST - Azienda Regione Sarda Trasporti.



Viene in soccorso, anche per capire meglio la vicenda, l'articolo apparso il 29 dicembre 2016 su Sardiniapost.it - http://www.sardiniapost.it/politica/arst-franco-marras-amministratore-unico-incompatibili-i-candidati-soriani/ - che per correttezza, riporto per intero:
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“ Franco Marras è il nuovo amministratore unico dell’Arst, la spa regionale del trasporto pubblico. La sua nomina è arrivata nel tardo pomeriggio a chiudere una giornata segnata dalle sorprese: perché, alla fine, si sono rivelati incompatibili tutti i candidati del Pd proposti dalla componente di Renato Soru, cui sarebbe spettata la casella nel risiko dei posti di sottogoverno interni al centrosinistra.


Il nome di Marras, capo di gabinetto dell’assessorato ai Trasporti, è spuntato come figura di garanzia, viste le incompatibilità scattate con la legge Severino. Ostacoli non calcolati dalla politica, ma la giunta di Francesco Pigliaru aveva l’obbligo di scegliere entro oggi il nuovo amministratore unico: l’uscente dell’Udc, Giovanni Caria, era già in proroga dal 1° ottobre, riconfermarlo ancora dopo sei anni di mandato avrebbe creato più di un malumore in maggioranza.


L’ultimo candidato soriano risultato incompatibile per via della legge Severino è stato Sandro Broccia, assessore ai Trasporti ai tempi della giunta Soru nonché attuale sindaco di Mogoro. A sbarrare la strada alla nomina di Broccia il fatto che il primo cittadino sia componente del consorzio Sa “Corona Arrubia”: raccoglie un bacino di oltre 15mila abitanti, quindi si tratta di un ruolo pesante e non sovrapponibile, stando al decreto anti-corruzione, con l’amministrazione di una spa pubblica. Tra i due incarichi è richiesta una pausa di almeno dodici  mesi.


Lo stesso è successo con Mauro Coni, ingegnere trasportista, altro soriano di ferro. A stoppare la corsa di Coni verso l’Arst il posto da assessore nell’Esecutivo di Massimo Zedda a Cagliari. Così sino allo scorso giugno.


Ad avvantaggiare Marras, che nel Pd appartiene alla’area popolare-riformista di Cabras-Fadda, è stato anche un cambio di rotta improvviso all’interno della stessa corrente Soru. Perché sino a ieri sera per l’Arst, al posto di Coni, era stato indicato Italo Meloni, anche lui ingegnere trasportista. Poi al suo nome è stato preferito quello di Broccia. Ma quando per il sindaco di Mogoro è spuntata l’incompatibilità, Meloni non si è più reso disponibile.


Con la nomina all’Arst, Marras lascia il posto da capo di gabinetto. Andrà a gestire un bilancio da oltre 156 milioni di euro e una pianta organica da circa duemila dipendenti. Il nuovo amministratore unico ha ottenuto anche la ‘benedizione’ di Gianni Dal Moro, il garante del Pd che solo nel tardo pomeriggio, dopo le incompatibilità di Coni e Broccia, è stato informato su quanto stava succedendo nella spa regionale.


È invece filata liscia la nomina di Maria Giovanna Porcu ad amministratore unico di Area, l’agenzia regionale per l’edilizia abitativa: la Porcu, in quota Partito dei Sardi, è il commissario uscente alla Asl di Oristano.

Al. Car.

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Come si è evoluta quindi la vicenda?

Nessuno sviluppo. Tutto come prima. Il Consorzio non ha mai preso atto entro il mese di giugno 2017, del recesso deliberato a dicembre 2016 a maggioranza, dal Comune di Mogoro.

Non lo hanno fatto, così come prescrive obbligatoriamente l'art. 4 della convenzione e lo Statuto Consortile, neppure i singoli comuni aderenti allo stesso Consorzio.

Si rifletta, sulla norma che prevede, inoltre, che in caso di contrarietà, anche di uno solo dei comuni facenti parte del Consorzio, il recesso è nullo e inefficace, pertanto ad oggi, il Comune di Mogoro è ancora parte integrante del Consorzio Sa Corona Arrubia a pieno titolo.

Conclusioni: Ne discende, che il sindaco di Mogoro, alla luce di quanto sopra, ha proposto al consiglio comunale, che si doveva uscire dopo 17 anni dal Consorzio, per motivi legati ad “esigenze strategiche dell'Ente”, omettendo di riferire allo stesso Consiglio, piuttosto, ed è ormai del tutto chiaro, che i veri motivi, erano legati esclusivamente alla rimozione delle cause di incompatibilità ed inconferibilità inerenti la sua personale nomina all'ARST, carica che nella fattispecie non ha potuto avere, per effetto della legge n. 39/2013 sull'anti-corruzione, nota come Legge Severino. 
  

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